DECRETO CONSIGLIO DEI MINISTRI DEL 15 OTTOBRE 2021

 

Il Consiglio dei Ministri, nella seduta n.41 del 15 ottobre 2021, ha approvato un decreto legge recante “misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili”. Il decreto interviene con una serie di misure sul mondo del lavoro, a cominciare dalla proroga cassa integrazione COVID, alla sicurezza sui luoghi di lavoro, per consentire di intervenire con maggiore efficacia sulle imprese che non rispettano le misure di prevenzione o che utilizzano lavoratori in nero. Pertanto, il provvedimento interviene con modifiche al D. Lgs. 81/2008 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

 

In particolare viene previsto:

 

Cassa integrazione Covid-19

E’ prevista una proroga di 13 settimane di cassa integrazione Covid per le piccole imprese del terziario, il commercio, gli artigiani, la grande distribuzione, da utilizzare dal 1° ottobre al 31 dicembre. La condizione è che siano state esaurite le precedenti 17 settimane. I datori di lavoro mentre usano la cassa integrazione Covid non possono effettuare licenziamenti collettivi o per giustificato motivo oggettivo, salvo situazioni di cessazione definitiva di attività per liquidazione o in presenza di accordi collettivi sugli esodi incentivanti.

 

Quarantena

È previsto il rifinanziamento per le misure adottate al fine dell’equiparazione della quarantena per Covid-19 alla malattia.

 

Congedi parentali

I lavoratori dipendenti o autonomi genitori di minori di 14 anni possono astenersi dal lavoro nel caso in cui sia sospesa l’attività didattica o educativa del figlio per tutta o in parte la durata dell’infezione o per la quarantena disposta dalle autorità competenti.

 

Sicurezza sui luoghi di lavoro

Le norme approvate consentiranno di intervenire con maggiore efficacia sulle imprese che non rispettano le misure di prevenzione o che utilizzano lavoratori in nero. L’obiettivo è incentivare e semplificare l’attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di un maggiore coordinamento dei soggetti competenti a presidiare il rispetto delle disposizioni per assicurare la prevenzione.

 

Violazione norme sicurezza

Nel caso in cui siano accertate gravi violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza del lavoro, è prevista la sospensione dell’attività, anche senza la necessità di una reiterazione degli illeciti. Per poter riprendere l’attività produttiva è necessario non soltanto il ripristino delle regolari condizioni di lavoro, ma anche il pagamento di una somma aggiuntiva di importo variabile a seconda della fattispecie di violazione. L’importo è raddoppiato se, nei 5 anni precedenti, la stessa impresa ha già avuto un provvedimento di sospensione.

 

Lavoro nero

Cambiano le condizioni necessarie per l’adozione del provvedimento cautelare della sospensione dell’attività imprenditoriale interessata dalle violazioni: 10% e non più 20% del personale “in nero” presente sul luogo di lavoro. Non è più richiesta alcuna “recidiva” ai fini della adozione del provvedimento che scatterà subito a fronte di gravi violazioni prevenzionistiche. La nuova disciplina del provvedimento cautelare prevede altresì l’impossibilità, per l’impresa destinataria del provvedimento, di contrattare con la pubblica amministrazione per tutto il periodo di sospensione.

 

Restando a disposizione per ogni chiarimento si rendesse necessario, porgiamo i più Cordiali Saluti.

 

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