Uniemens, da febbraio obbligatoria la valorizzazione della “Qualifica professionale Istat”


L’Inps comunica che il flusso Uniemens è stato integrato con l’elemento <QualProf>, recante la qualifica professionale ISTAT (CP2011) corrispondente alle mansioni realmente esercitate dal lavoratore nel mese, che dovrà essere valorizzata a decorrere dalla competenza febbraio 2019.


Come noto, dal 1° gennaio 2019, nei confronti dei lavoratori dipendenti che svolgono attività gravose, al ricorrere di specifiche condizione, non si applica l’adeguamento alla speranza di vita. In sostanza, ai fini del requisito anagrafico per l’accesso alla pensione di vecchiaia e del requisito contributivo per l’accesso alla pensione anticipata, adeguati agli incrementi della speranza di vita stabiliti a decorrere dal 1° gennaio 2013 e dal 1° gennaio 2016, commisurati rispettivamente a 3 e 4 mesi, non si applicano quelli relativi al biennio 2019/2020, pari a 5 mesi. Ne consegue, pertanto, che nei confronti dei soggetti beneficiari il requisito anagrafico per l’accesso alla pensione di vecchiaia è fissato, anche per il biennio 2019/2020, al raggiungimento dei 66 anni e 7 mesi, mentre il requisito contributivo richiesto per l’accesso alla pensione anticipata rimane fissato per il biennio 2019/2020 a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.
Ai fini dell’individuazione dei lavoratori cd. “gravosi”, si considerano i seguenti profili lavorativi: operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici; conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni; conciatori di pelli e di pellicce; conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante; conduttori di mezzi pesanti e camion; personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni; addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza; insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido; facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati; personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia; operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti; operai dell’agricoltura, della zootecnia e della pesca; pescatori della pesca costiera, in acque interne, in alto mare, dipendenti o soci di cooperative; lavoratori del settore siderurgico di prima e seconda fusione e lavoratori del vetro addetti a lavori ad alte temperature non già ricompresi nella normativa degli addetti a lavorazioni particolarmente faticose e pesanti; marittimi imbarcati a bordo e personale viaggiante dei trasporti marini e in acque interne. L’esclusione dall’adeguamento all’incremento della speranza di vita si applica a condizione che il soggetto abbia svolto negli ultimi 10 anni di attività lavorativa almeno 7 anni di attività cd. “gravosa”.
Orbene, al fine di individuare le mansioni svolte dal lavoratore e rendere più agevole e veloce l’istruttoria per il riconoscimento dei requisiti che danno diritto ai benefici citati, il flusso Uniemens è stato integrato con l’elemento <QualProf>ove dovrà essere valorizzata, a decorrere dalla competenza febbraio 2019, la Qualifica professionale ISTAT (CP2011) corrispondente alle mansioni realmente esercitate dal lavoratore nel mese. La mancata valorizzazione del suddetto elemento verrà segnalato dal Software di Controllo Uniemens con un errore di tipo “Warning”. I codici da apporre nel nuovo elemento sono i medesimi già in uso al datore di lavoro per la compilazione del modello telematico UNILAV. Il campo dovrà essere mensilmente valorizzato pur in presenza di mansioni invariate nel tempo. Qualora il lavoratore in modo permanente o anche occasionale, sia adibito, nel corso del mese, ad attività facenti capo a classificazioni diverse, si dovrà fare riferimento all’attività prevalente.

Responsabilità per omesso versamento delle ritenute previdenziali


È responsabile, per l’omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali sulle retribuzioni dei lavoratori, colui che è obbligato al momento dell’insorgenza del debito, sebbene abbia successivamente perso la rappresentanza o la titolarità dell’impresa.


Lo ha affermato la Corte di Cassazione pronunciandosi sul caso di un legale rappresentante di un’impresa condannato per aver omesso di versare le ritenute previdenziali e assistenziali operate sulle retribuzioni corrisposte ai lavoratori.
Secondo i giudici detto reato, in quanto reato omissivo istantaneo, si consuma nel momento in cui scade il termine utile concesso al datore di lavoro per il versamento, essendo irrilevante, ai fini dell’individuazione del momento consumativo, che la data per adempiere al pagamento sia fissata nei tre mesi successivi alla contestazione della violazione, poichè la pendenza di tale termine determina esclusivamente la sospensione del corso della prescrizione per il tempo necessario a consentire al datore di avvalersi della causa di non punibilità prevista dalla legge.
Il soggetto attivo del rapporto previdenziale è solo ed esclusivamente il datore di lavoro il quale, anche quando delega ad altri il versamento delle ritenute, conserva l’obbligo di vigilare sull’adempimento dell’obbligazione da parte del terzo.
Resta pertanto colui che era obbligato al momento dell’insorgenza del debito anche se ha perso la rappresentanza o la titolarità dell’impresa.
Ciò perché il pagamento costituisce una causa personale di esclusione della punibilità, sicché vi è tenuto solo l’autore del reato, tenuto a sollecitare, nel caso in cui altri abbiano assunto la veste di datore di lavoro, perché succedutisi nella carica sociale, questi perché adempia al pagamento nel termine trimestrale decorrente dalla contestazione o della notifica dell’avvenuto accertamento della violazione.

Il conguaglio di fine anno dei contributi previdenziali, le precisazioni dell’Inps


Le precisazioni in merito alle eventuali operazioni di conguaglio per i datori di lavoro non agricoli che operano tramite il flusso Uniemens.


I datori di lavoro possono effettuare le operazioni di conguaglio di fine anno oltre che con la denuncia di competenza del mese di dicembre 2018 (i relativi versamenti hanno scadenza 16 gennaio 2019), anche con quella di competenza del mese di gennaio 2019 (in scadenza al 18 febbraio 2019), senza aggravio di oneri accessori.
Elementi variabili della retribuzione. Qualora nel corso del mese siano intervenuti elementi o eventi che abbiano comportato variazioni nella retribuzione imponibile (compensi per lavoro straordinario; indennità di trasferta; indennità di malattia o maternità anticipate dal datore di lavoro; riposi per allattamento; permessi per donatori sangue; riduzioni delle retribuzioni per infortuni sul lavoro indennizzabili dall’Inail; le astensioni dal lavoro; indennità per ferie non godute; etc.), è consentito ai datori di lavoro di tenere conto delle variazioni in occasione degli adempimenti e del versamento dei contributi relativi al mese successivo a quello interessato dall’intervento di tali fattori, fatta salva, nell’ambito di ciascun anno solare, la corrispondenza fra la retribuzione di competenza dell’anno stesso e quella soggetta a contribuzione. Ai fini dell’assoggettamento al regime contributivo (aliquote, massimali, agevolazioni, etc.), si considerano retribuzione del mese di gennaio 2019.
Come noto, è stabilito un massimale annuo per la base contributiva e pensionabile degli iscritti successivamente al 31 dicembre 1995 a forme pensionistiche obbligatorie privi di anzianità contributiva, ovvero per coloro che optano per il calcolo della pensione con il sistema contributivo. Tale massimale trova applicazione per la sola aliquota di contribuzione ai fini pensionistici (IVS), ivi compresa l’aliquota aggiuntiva dell’1%. Lo stesso massimale non è frazionabile a mese e ad esso occorre fare riferimento anche nell’ipotesi di rapporti di lavoro successivi nel corso dell’anno, nonché di rapporti simultanei.
In favore dei regimi pensionistici che prevedano aliquote contributive a carico dei lavoratori inferiori al 10%, è previsto un contributo aggiuntivo IVS nella misura dell’1% (a carico del lavoratore) eccedente il limite della prima fascia di retribuzione pensionabile. Ai fini del versamento del contributo in oggetto, deve essere osservato il metodo della mensilizzazione del limite della retribuzione, con conseguente necessità di procedere ad operazioni di conguaglio. Nel caso di rapporti simultanei, il datore di lavoro che corrisponde la retribuzione più elevata, sulla base della dichiarazione esibita dal lavoratore, effettua le operazioni di conguaglio a credito o a debito del lavoratore stesso.
Non concorre a formare il reddito da lavoro dipendente il valore dei fringe benefit se, complessivamente, di importo non superiore, nel periodo di imposta, a € 258,23; se il valore in questione è superiore a detto limite, lo stesso concorre interamente a formare il reddito, con conseguente necessità di conguaglio da parte dell’azienda, solo sul valore dei fringe benefits da lui erogati.
Per le aziende che iniziano l’attività dopo il 31 dicembre 2006, gli obblighi nei riguardi del Fondo di Tesoreria scattano se, alla fine dell’anno solare (1° gennaio – 31 dicembre), la media dei dipendenti occupati raggiunge il limite dei 50 addetti. In tal caso, le aziende sono tenute al versamento delle quote dovute anche per i mesi pregressi, a far tempo da quello di inizio dell’attività. Le aziende interessate devono quindi effettuare il versamento di quanto dovuto in sede di conguaglio di fine anno, maggiorando l’importo da versare del tasso di rivalutazione, calcolato fino alla data di effettivo versamento.

Rilascio tracciati domande disoccupazione e/o ANF per lavoratori agricoli dipendenti


L’Inps comunica che, in ottemperanza a quanto concordato nell’Accordo tecnico-operativo sottoscritto tra l’Inps e gli Enti di patronato in materia di modalità di scambio dei dati e di presentazione telematica delle domande di prestazione, e nell’ambito delle attività propedeutiche al buon andamento della campagna di presentazione delle domande di indennità di disoccupazione e/o assegno al nucleo familiare per i lavoratori dipendenti agricoli in competenza 2018, si è provveduto a rilasciare alle Strutture nazionali degli Enti di patronato i tracciati di trasmissione delle domande in argomento. Tali tracciati non hanno subito modifiche rispetto alla precedente versione.


Per ottenere l’indennità di disoccupazione agricola e/o assegno per il nucleo familiare, oltre a possedere i requisiti di legge, il lavoratore agricolo deve presentare la domanda online mediante il sito www.inps.it, tramite SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) almeno di Livello 2, PIN dispositivo o CNS (Carta Nazionale dei Servizi), oppure rivolgendosi agli enti di patronato, che per legge offrono assistenza gratuita, o attraverso il Contact Center (chiamando da rete fissa il numero gratuito 803164 oppure il numero 06 164164 da telefono cellulare, a pagamento, secondo il piano tariffario del proprio gestore telefonico).
La domanda per le prestazioni di disoccupazione deve essere presentata entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la disoccupazione. Nel dettaglio, l’indennità di disoccupazione spetta gli operai agricoli a tempo determinato, agli operai agricoli a tempo indeterminato che vengono assunti o licenziati in corso d’anno, dando luogo così a eventuali periodi di mancata occupazione al di fuori del contratto di lavoro; ai compartecipanti familiari, ai piccoli coloni e ai coltivatori diretti che integrano fino a 51 le giornate di iscrizione negli elenchi mediante versamenti volontari. Per ottenere l’indennità di disoccupazione è necessario avere determinati requisiti:
– iscrizione negli elenchi nominativi degli operai agricoli (predisposti da Inps) relativi all’anno per il quale viene richiesta l’indennità ovvero aver svolto attività di lavoro dipendente agricolo con qualifica di operaio a tempo indeterminato per parte dell’anno di competenza della prestazione
– due anni di anzianità assicurativa (iscrizione negli elenchi nominativi per un altro anno oltre quello cui si riferisce la richiesta di prestazione; in alternativa, un contributo settimanale per disoccupazione, versato per attività dipendente non agricola prestata anteriormente al biennio solare precedente la domanda)
– almeno 102 contributi giornalieri versati per attività dipendente agricola ed eventualmente non agricola nel biennio solare precedente la domanda.
Le stesse tipologie di lavoratori che hanno diritto alla disoccupazione agricola possono chiedere anche l’assegno per il nucleo familiare, entro determinati limiti di reddito. Gli importi dell’assegno e i limiti di reddito, stabiliti ogni anno dalla legge, sono riepilogati in tabelle disponibili sul sito www.inps.it.


Ciò premesso, l’Inps comunica che, in ottemperanza a quanto concordato nell’Accordo tecnico-operativo sottoscritto tra l’Inps e gli Enti di patronato in data 26 giugno 2012 in materia di modalità di scambio dei dati e di presentazione telematica delle domande di prestazione, e nell’ambito delle attività propedeutiche al buon andamento della campagna di presentazione delle domande di indennità di disoccupazione e/o assegno al nucleo familiare per i lavoratori dipendenti agricoli in competenza 2018, si è provveduto a rilasciare alle Strutture nazionali degli Enti di patronato i tracciati di trasmissione delle domande in argomento.
I tracciati non hanno subito modifiche rispetto alla precedente versione ed il modulo “SR25-Prest.Agr.21TP”, che costituisce l’equivalente della ricevuta della domanda trasmessa per via telematica dagli utenti abilitati (assicurati dotati di PIN dispositivo o identità SPID ed Enti di patronato), è reperibile sul sito Intranet dell’Istituto nella sezione “Utilità” > “Modulistica OnLine”, a disposizione esclusiva degli operatori delle Strutture territoriali dell’Inps.
Per gli Enti di patronato è disponibile, nel Servizio di trasmissione delle domande di disoccupazione e assegno per il nucleo familiare dei lavoratori agricoli dipendenti, nell’Area di Download del Menù principale della funzione “Presentazione domande”, il file PDF, denominato “dsagr_istruzioni”, contenente la sezione informativa del citato modulo “SR25-Prest.Agr.21TP”.

Rottamazione ter, gli effetti dell’adesione sulla verifica del Durc on line


Gli effetti dell’adesione alla definizione agevolata di cui alla “rottamazione ter”, in relazione al possesso della regolarità contributiva.


A decorrere dal 19 dicembre 2018, è stabilito che il rilascio del documento unico di regolarità contributiva (DURC) avvenga nei confronti dei contribuenti che hanno presentato dichiarazione di adesione alla definizione agevolata dei carichi affidati agli Agenti della Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017. In sostanza, le richieste di verifica della regolarità contributiva, anche se pervenute anteriormente alla predetta data ed ancora in corso di istruttoria, dovranno essere definite con l’attestazione della regolarità, sempreché non sussistano ulteriori esposizioni debitorie in altre Gestioni o sezioni. La definizione della richiesta di verifica con tale esito, in assenza di registrazione sugli archivi della procedura “Gestione AVA” richiede l’accertamento presso l’Agente della Riscossione dell’avvenuta presentazione della dichiarazione di adesione alla definizione agevolata.
Per quanto riguarda gli effetti del mancato regolare pagamento delle rate previste sulla validità dei Documenti formati con esito regolare ai fini del loro annullamento, l’intero procedimento di definizione agevolata si perfeziona esclusivamente con il versamento delle somme dovute in unica soluzione ovvero con il pagamento delle rate richieste. Infatti, in caso di mancato ovvero di insufficiente o tardivo versamento dell’unica rata ovvero di una rata di quelle in cui è stato dilazionato il pagamento delle somme dovute, i Durc on Line rilasciati sono annullati dagli Enti preposti alla verifica. L’annullamento conseguente al mancato perfezionamento della definizione agevolata deve essere operato per tutti i Documenti con esito di regolarità formati a decorrere dal 24 aprile 2017 sulla base delle singole fattispecie di definizione agevolata regolate dalle richiamate disposizioni e avuto riguardo alle scadenze previste per ciascuna di esse. Il ritardo nel pagamento fino ad un massimo di 5 giorni rispetto alla scadenza della rata non determina l’applicazione di sanzioni o la perdita del beneficio della definizione agevolata; tuttavia, in assenza di versamento delle somme residue della “rottamazione bis” entro il predetto termine differito al 7 dicembre 2018, la verifica di regolarità sarà definita con l’attestazione dell’irregolarità contributiva. Ciò in quanto, una volta intervenuta la decadenza dal beneficio, non è possibile accedere, per gli stessi carichi, alla “rottamazione-ter”. Ricorrendo tale circostanza i documenti con esito regolare formati fino alla predetta data saranno oggetto di annullamento.


Domande di pensione per i soggetti esclusi dall’adeguamento alla speranza di vita per il 2019


Con riferimento ai soggetti esclusi dall’adeguamento alla speranza di vita per il 2019, si forniscono indicazioni per la presentazione delle domande di pensione anticipata.


Come noto, dal 1.1.2019, i lavoratori dipendenti che svolgono attività gravose o addetti a lavorazioni particolarmente faticose e pesanti (a condizione che siano in possesso di un’anzianità contributiva pari ad almeno 30 anni), sono esclusi dall’adeguamento alla speranza di vita, in relazione ai requisiti di accesso ai trattamenti pensionistici di vecchiaia e anticipata. La domanda di pensione deve essere presentata, esclusivamente in via telematica, attraverso uno dei seguenti canali: WEB, se in possesso di un PIN INPS, di una identità SPID o di una Carta Nazionale dei Servizi (CNS) per l’accesso ai servizi telematizzati dell’Istituto; Contact Center multicanale, chiamando da telefono fisso il numero verde gratuito 803 164 o da telefono cellulare il numero 06 164164, a pagamento in base al piano tariffario del gestore telefonico, se in possesso di PIN; Patronati e intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi, anche se non in possesso di PIN.
Alla domanda di pensione deve essere allegata la dichiarazione del datore di lavoro redatta sull’apposito modello reperibile sul sito dell’Inps. In tale modello, presente in due versioni a seconda che il soggetto sia un lavoratore dipendente del settore privato o pubblico (codice AP116) o un lavoratore domestico (codice AP117), il datore di lavoro deve attestare le seguenti circostanze: i periodi di svolgimento delle professioni considerate attività gravose; il contratto di lavoro applicato; il livello di inquadramento attribuito; le mansioni svolte con i relativi codici professionali attribuiti, ove previsti.
Laddove il datore non possa rendere la dichiarazione per accertabile oggettiva impossibilità derivante dalla cessazione dell’attività, l’interessato è tenuto ad allegare alla domanda di pensione una dichiarazione sostitutiva di atto notirietà, attestante i periodi di svolgimento delle professioni c.d. gravose, il contratto di lavoro applicato, il livello di inquadramento attribuito e le mansioni svolte con i relativi codici professionali attribuiti, ove previsti.

UniEmens “anticipato”, il flusso operativo utile alla tempestiva erogazione delle pensioni


Le specifiche tecniche del flusso UniEmens “anticipato” che il datore di lavoro è chiamato a compilare per il perfezionamento dei requisiti, ai fini del diritto, per la liquidazione di una pensione provvisoria nei trenta giorni successivi alla decorrenza del pensionamento.


Come noto, in relazione alla liquidazione delle prestazioni pensionistiche, è stata anticipata la realizzazione in Uniemens di un flusso dedicato, cd. anticipato, compilato da parte del datore di lavoro con le informazioni necessarie alla liquidazione di una pensione provvisoria, in attesa del flusso definitivo scaturente dall’elaborazione degli stipendi. Detto flusso è riferito agli ultimi due mesi del rapporto di lavoro del pensionando ed ha le caratteristiche utili all’accredito dell’anzianità previdenziale ai soli fini del raggiungimento del diritto alla prestazione pensionistica anticipata o di vecchiaia, ma non sostituisce il flusso Uniemens ordinario da parte del datore di lavoro. Il flusso anticipato, in sostanza, consente l’acquisizione immediata delle informazioni indispensabili per la determinazione dell’anzianità contributiva ed è utilizzato unicamente nei casi in cui il computo del periodo contributivo corrispondente agli ultimi due mesi di lavoro costituisca condizione essenziale per il raggiungimento del requisito contributivo pensionistico.
In considerazione della finalità di esatta determinazione del requisito pensionistico, che si intende perseguire con l’acquisizione del flusso anticipato, lo stesso andrà inviato con riferimento all’ultimo ed al penultimo mese del rapporto di lavoro. Al fine, tuttavia, di evitare sovrapposizione tra le denunce anticipate e quelle ordinarie, afferenti la stessa competenza, e di accelerare l’elaborazione delle denunce anticipate, queste ultime possono essere trasmesse dal momento in cui si ha contezza e certezza delle coperture settimanali e comunque non oltre il quindicesimo giorno del mese successivo alla competenza del mese. In ogni caso, i flussi Uniemens relativi alle denunce “anticipate” non potranno contenere anche denunce ordinarie; ciò in quanto, secondo la regola generale, ciascun flusso dovrà contenere sempre dati fra loro omogenei, ossia o tutte denunce “anticipate” o tutte denunce ordinarie.
La trasmissione potrà avvenire a decorrere dal 1° aprile 2019, attraverso i seguenti due canali alternativi:
– tramite l’applicazione “Compilazioni on-line” presente sul sito dell’Istituto, seguendo le relative istruzioni;
– tramite flusso massivo; in questo caso il flusso dovrà essere contraddistinto tramite la compilazione dell’attributo <Composizione> di <PosContributiva> con il valore “AN”.
Nell’ipotesi di denunce “anticipate” le prestazioni pensionistiche verranno liquidate con carattere di provvisorietà. Al flusso anticipato dovrà seguire il flusso telematico ordinario con tutti i dati retributivi e le informazioni. Quest’ultima trasmissione, una volta elaborata ed acquisita, aggiornerà, come di consueto, l’estratto contributivo. Nel caso in cui, entro tre mesi, al flusso anticipato non faccia seguito il flusso ordinario, il flusso anticipato verrà storicizzato ed annullato.

Edilizia: indicazioni Inps sulla riduzione contributiva per il 2018


Con riferimento alle imprese edili, i datori di lavoro possono inviare le domande per l’applicazione della riduzione contributiva, per l’anno 2018, fino al 15 marzo 2019.


L’agevolazione – confermata, per l’anno 2018, nella misura dell’11,50% – consiste in una riduzione sui contributi dovuti per le assicurazioni sociali diverse da quella pensionistica e si applica ai soli operai occupati per 40 ore a settimana, pertanto non spetta per i lavoratori a tempo parziale.
I datori di lavoro interessati possono inviare le domande per l’applicazione della riduzione contributiva relativa al 2018 fino al 15 marzo 2019.
Ai fini dell’accesso al beneficio, il datore di lavoro deve, tra l’altro, possedere i requisiti di regolarità contributiva attestata tramite il documento unico di regolarità contributiva, fermi restando gli altri obblighi di legge e il rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali, nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale; non deve aver riportato condanne passate in giudicato per la violazione in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro nel quinquennio antecedente la data di applicazione dell’agevolazione.
La riduzione in parola non spetta, inoltre, per quei lavoratori per i quali sono previste specifiche agevolazioni contributive ad altro titolo (ad esempio, l’incentivo Occupazione Mezzogiorno per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel corso del 2018), nonché in presenza di contratti di solidarietà.
Le istanze per la riduzione contributiva devono essere inviate telematicamente avvalendosi del modulo “Rid-Edil”, disponibile all’interno del cassetto previdenziale aziende dell’INPS, nella sezione “Comunicazioni on-line”, funzionalità “Invio nuova comunicazione”. In caso di definizione delle istanze stesse con esito positivo, al fine di consentire il godimento del beneficio, sarà attribuito alla posizione contributiva interessata il codice di autorizzazione 7N, per il periodo da dicembre 2018 a febbraio 2019; l’esito sarà visualizzabile all’interno del cassetto previdenziale aziende. In ogni caso lo sgravio si riferirà al periodo che va da gennaio a dicembre 2018. Laddove, invece, dovesse essere accertata la non veridicità della dichiarazione resa dal datore ai fini dell’accesso al beneficio, le Strutture INPS, oltre all’attivazione nei riguardi dell’autorità giudiziaria, procedono al recupero delle somme indebitamente fruite.
Il beneficio può essere fruito avvalendosi delle denunce contributive Uniemens fino al mese di competenza febbraio 2019.

Gestione commercianti, obbligo di iscrizione limitato ai soli produttori di 3° e 4° gruppo


Il richiamo di legge al contratto collettivo corporativo per la disciplina dei rapporti fra agenti e produttori di assicurazione del 25 maggio 1939, costituisce elemento significativo utilizzato dal Legislatore previdenziale per strutturare la disposizione con effetti di specifica selezione tra i soggetti ivi individuati.


Una Corte d’appello territoriale, riformando la decisione del Tribunale di prime cure, aveva dichiarato non dovute le somme oggetto di un verbale di accertamento Inps, avente ad oggetto contributi dovuti alla Gestione commercianti, in conseguenza dell’obbligo di iscrizione alla medesima, per i redditi percepiti da un lavoratore quale produttore libero di impresa di assicurazioni. Per la Corte territoriale, l’obbligo di iscrizione nella Gestione commercianti, non include la posizione dei produttori di assicurazione che svolgono la loro attività direttamente per conto delle imprese assicurative ma solo quella dei produttori collegati ad agenti o subagenti.
Avverso tale sentenza l’Inps ha proposto ricorso in Cassazione deducendo violazione e falsa applicazione del contratto collettivo corporativo per la disciplina dei rapporti tra le agenzie, le subagenzie ed i produttori di assicurazione del 25 maggio 1939 e della norma di cui all’art. 44, co, 2, D.L. n. 269/2003.
Per la Suprema Corte, il ricorso non è meritevole di accoglimento. La norma citata, infatti, individua i soggetti tenuti all’iscrizione nella gestione commercianti, dal primo gennaio 2004, nei soli produttori di 3° e 4° gruppo di cui al Contratto collettivo per la disciplina dei rapporti fra agenti e produttori di assicurazione del 25 maggio 1939. Tale contratto collettivo, attualmente vigente e con efficacia normativa erga omnes, definisce tali produttori, rispettivamente, nel seguente modo:
– produttori i quali hanno obbligo di lavorare esclusivamente per l’agenzia o sub-agenzia dalla quale hanno ricevuto la lettera di nomina e per i rami dalla stessa eserciti, ed hanno anche obbligo di un determinato minimo di produzione e che sono compensati con provvigioni, anche se corrisposte medianti anticipazioni;
– produttori liberi di piazza o di zona e cioè senza obbligo di un determinato minimo di produzione, compensati con provvigioni, oppure con provvigioni e premi di produzione; il tutto risultante da apposita lettera di autorizzazione.
Di qui, il richiamo della norma alla fonte contrattuale corporativa, costituisce elemento significativo utilizzato dal Legislatore previdenziale per strutturare la disposizione con effetti di specifica selezione. In altri termini, la concreta indagine relativa ai caratteri delle attività proprie dei produttori del terzo o del quarto gruppo va condotta considerando che le medesime attività divengono significative, ai fini dell’obbligo all’iscrizione alla gestione commercio, solo se rese in favore di agenzie e sub agenzie; il contenuto delle due declaratorie non può essere disgiunto dal necessario riferimento alla controparte contrattuale dell’agenzia o della subagenzia poiché il richiamo alla contrattazione collettiva per di più corporativa vigente ex lege n. 741 del 1959 esclude in radice la correttezza di interpretazioni analogiche.

Fondo volo, la spettanza della prestazione di invalidità specifica


Chiarimenti Inps riguardo la spettanza della prestazione di invalidità per gli iscritti al Fondo di previdenza per il personale di volo dipendente dalle aziende di navigazione aerea.


Come noto, gli iscritti al Fondo volo hanno diritto alla pensione di invalidità se possono far valere un periodo utile di almeno dieci anni, di cui almeno cinque anni di contribuzione obbligatoria al Fondo, e sono divenuti permanentemente inabili ad esercitare la professione autorizzata da un regolare brevetto aeronautico o da altro documento equipollente, purché l’invalidità dia luogo alla risoluzione del rapporto di lavoro comportante l’obbligo di iscrizione al Fondo. Orbene, la prestazione può essere riconosciuta anche se il provvedimento di inidoneità permanente intervenga successivamente alla risoluzione del rapporto di lavoro, a condizione che il procedimento di accertamento dell’inidoneità al volo sia iniziato in costanza di rapporto di lavoro e il rapporto di lavoro sia stato risolto a causa dell’inidoneità al volo. Tale ipotesi può verificarsi solo nel caso in cui l’Autorità medica competente (IMAS, AeMC, SASN, AME), riconosciuta l’inidoneità al volo del lavoratore, non dispone immediatamente la definitività di detta inidoneità, rinviando l’esito finale ad una successiva visita (che, in genere, avviene dopo tre o sei mesi dal primo accertamento). Naturalmente qualora il lavoratore venga riconosciuto idoneo in occasione della predetta ultima visita, il procedimento di inidoneità si conclude e resta privo di ogni effetto in ordine al riconoscimento della prestazione di invalidità specifica. Laddove il rapporto di lavoro sia risolto per cause diverse dall’inidoneità al volo la prestazione in argomento non potrà essere riconosciuta.