Minori, ulteriori precisazioni sul nuovo obbligo per i datori di lavoro

Si forniscono nuovi chiarimenti sull’obbligo di richiesta del certificato penale del casellario giudiziale da parte del datore di lavoro che intende impiegare al lavoro persone che debbano avere contatti diretti e regolari con minori.

L’adempimento in questione – che riguarda esclusivamente i nuovi rapporti di lavoro costituiti a decorrere dal 6 aprile 2014 – non può essere limitato alle sole tipologie di lavoro subordinato ma ricomprende anche quelle forme di attività di natura autonoma che comportino, ovviamente, un contatto continuativo con i minori fra le quali, eventuali ipotesi di collaborazione anche a progetto, associazione in partecipazione ecc. Sono esclusi i rapporti diversi da quelli di lavoro in senso stretto e cioè i rapporti di volontariato; pertanto, per le organizzazioni di volontariato, l’obbligo di richiedere il certificato sussiste nei soli casi in cui le stesse, per lo svolgimento di attività volontarie organizzate, assumono la veste di datori di lavoro.
I datori di lavoro cui si riferisce la normativa sono coloro che impiegano personale per lo svolgimento di attività professionali “che comportino contatti diretti e regolari con minori”, comprese le agenzie di somministrazione qualora dal relativo contratto di fornitura risulti evidente l’impiego del lavoratore nelle attività in questione, con esclusione dei datori di lavoro domestico nel caso di assunzione di baby-sitter o comunque di persone impiegate in attività che comportino “contatti diretti e regolari con minori, in quanto il Legislatore ha inteso tutelare i minori quando gli stessi sono al di fuori dell’ambito familiare, ambito nel quale il genitore “datore di lavoro” può direttamente con maggior efficacia attuare tutte le cautele necessarie nei confronti del bambino/ragazzo.

Il personale interessato è solo quello che ha un contatto non mediato e continuativo con i minori e pertanto l’obbligo non riguarda anche i dirigenti, i responsabili, i preposti c comunque quelle figure che sovrintendono alla attività svolta dall’operatore diretto, che possono avere un contatto solo occasionale con i destinatari della tutela.
In attesa del rilascio del certificato del casellario che va comunque richiesto prima dell’impiego al lavoro utilizzando la modulistica prevista, è comunque possibile impiegare il lavoratore sulla base di una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà da esibire eventualmente agli organi di vigilanza.

La procedura unica di rilascio del permesso di soggiorno e lavoro

Dal 6 aprile 2014 gli Stati membri dell’Unione europea sono tenuti ad esaminare, con un’unica procedura, le domande di autorizzazione a cittadini stranieri a soggiornare e lavorare nel territorio e a rilasciare, in caso di esito positivo, un’autorizzazione unica al soggiorno e all’esercizio del lavoro subordinato.

Con il D.Lgs. n. 40/2014 si è data infatti attuazione alla direttiva 2011/98/UE relativa ad una procedura unica di domanda per il rilascio di un permesso unico di soggiorno e lavoro ai cittadini stranieri, nonché relativa a un insieme comune di diritti per i lavoratori di Paesi terzi che soggiornano regolarmente in uno stato membro.
Tra le modifiche apportate dal citato decreto legislativo più interessanti risultano (Circolare Ministero interno 04 aprile 2104, n. 2460):
– la previsione secondo cui nell’ambito delle attività preordinate alla realizzazione del processo di integrazione e connesse alla sottoscrizione dell’Accordo di integrazione, devono essere fornite le informazioni in merito ai diritti conferiti con il medesimo permesso (diritti in materia di sanità, servizi sociali e lavoro, nonché salute e sicurezza nei luoghi di lavoro);
– l’introduzione dell’obbligo di inserire nei permessi di soggiorno che consentono l’esercizio di attività di lavoro subordinato la dicitura “perm. unico lavoro” (si pensi, ad esempio, al permesso di soggiorno rilasciato per motivi familiari, ma che, tuttavia, consente al titolare del permesso di svolgere attività di lavoro subordinato). Dalla previsione sono esclusi, conformemente alla direttiva europea, i permessi di soggiorno rilasciati ai lavoratori autonomi, ai lavoratori stagionali, ai lavoratori marittimi, ai lavoratori distaccati, ai lavoratori “alla pari”, agli stranieri che soggiornano per motivi di studio o formazione, nonché ai titolari di protezione internazionale o temporanea e ai titolari di un permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
– il prolungamento da 40 a 60 giorni del termine previsto per il rilascio del nulla osta all’ingresso per lavoro non stagionale da parte dello Sportello unico per l’immigrazione;
– la previsione per cui le istanze di nulla osta al lavoro sono esaminate nei limiti numerici stabiliti con il decreto flussi per lavoro subordinato non stagionale. Le domande eccedenti rispetto ai limiti numerici determinati con le quote, potranno essere trattate nel caso in cui, esaminate le domande precedenti, risultino successivamente quote non utilizzate ovvero diversamente ripartite dal Ministero del lavoro. Il sistema Informatico del Ministero dell’interno sarà adeguato in modo da consentire al datore di lavoro di conoscere in tempo reale la posizione della propria richiesta rispetto alle quote assegnate alla provincia di riferimento, nonché in modo da consentire l’interazione con il Ministero del lavoro stesso.

Minori: richiesta del certificato penale del casellario giudiziale da parte del datore di lavoro

Dal 6 aprile 2014, il datore di lavoro che intende impiegare al lavoro persone che, in ragione delle mansioni attribuite, debbano avere contatti diretti e regolari con minori ha l’obbligo di richiedere del certificato penale del casellario giudiziale. Tuttavia, al di fuori dell’instaurazione di un rapporto di lavoro, l’adempimento non è richiesto.

L’articolo 2 del D. Lgs. 4 marzo 2014, n. 39 ha introdotto nel Testo unico in materia di casellario giudiziale, l’art. 25-bis, secondo cui, a decorrere dal 6 aprile, i datori di lavoro che intendano impiegare una persona per lo svolgimento di attività professionali o attività volontarie organizzate che comportino contatti diretti e regolari con minori, dovranno acquisire il certificato penale del casellario giudiziale al fine di verificare l’assenza di condanne per prostituzione e pornografia minorile; detenzione di materiale pornografico realizzato con minori; pornografia virtuale e adescamento minori via web; interdizione perpetua da qualunque incarico in scuole, uffici o istituzioni frequentate da minori. In caso di indadempimento, il datore di lavoro è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da euro 10.000,00 a euro 15.000,00.

L’obbligo di tale adempimento, precisa il Ministero di Giustizia, sorge soltanto ove il soggetto che intenda avvalersi dell’opera di terzi – soggetto che può anche essere individuato in un ente o in un’associazione che svolga attività di volontariato, seppure in forma organizzata e non occasionale e sporadica – si appresti alla stipula di un contratto di lavoro.
Non sussiste obbligo, invece, laddove il soggetto si avvalga di forme di collaborazione che non si strutturino all’interno di un definito rapporto di lavoro. Ciò sembra essere confermato dal fatto che la sanzione sanzione amministrativa pecuniaria, per il caso di mancato adempimento dell’obbligo di richiedere il certificato del casellario giudiziale, seguendo l’espressione utilizzata dal Legislatore, è comminata al “datore di lavoro”. Al di fuori dunque dell’instaurazione di un rapporto di lavoro l’adempimento non è richiesto, in quanto il soggetto, che si avvale dell’opera di terzi, non assume la qualità di “datore di lavoro”.
L’obbligo di richiedere il certificato del casellario giudiziale non grava, conseguentemente su enti e associazioni di volontariato quando intendano avvalersi dell’opera di volontari, poiché l’attività di questi ultimi resta estranea ai confini del rapporto di lavoro.

Nel rispetto del codice in materia di protezione dei dati personali, l’ufficio del casellario centrale sta operando gli interventi necessari sul sistema informativo al fine di fornire al datore di lavoro il certificato contenente le sole iscrizioni di provvedimenti riferiti ai reati espressamente indicati dalla norma. I certificati dovrebbero essere, comunque, rilasciati entro qualche giorno dalla richiesta (da presentarsi attraverso apposito modulo).
Nelle more, gli uffici locali del casellario presso ogni Procura della Repubblica forniranno al datore di lavoro, che dimostri di avere acquisito il consenso dell’interessato, il certificato penale del casellario giudiziale.

 

 

CNAI: FIRMATO IL RINNOVO PER IL COMMERCIO FINO A 14 DIPENDENTI

Firmato, il 4/3/2014, tra CNAI, UCICT FISMIC-Confsal e FILCOM-Fismic, il rinnovo del CCNL per dipendenti da aziende esercenti attività nel settore commercio, aventi alle proprie dipendenze non più di 14 lavoratori.

L’accordo decorre sia per la parte normativa che economica dall’1/3/2014 al 28/2/2017.

Questi gli aumenti retributivi e i nuovi minimi tabellari.

LivelliAumento all’1/3/2014Aumento all’1/3/2015Aumento all’1/3/2016
145,00140,0055,00
II°130,00120,0045,00
III°105,00100,0045,00
IV°70,0060,0035,00
50,0040,0030,00
Oper. 170,0060,0045,00
Oper. 250,0040,0035,00

 

LivelliQualificheMinimo all’1/3/2014Minimo all’1/3/2015Minimo all’1/3/2016
Impiegato con funz. direttive1.717,201.857,201.912,20
II°Impiegato di Concetto S1.525,031.645,031.690,03
III°Impiegato di concetto 1.334,001.434,001.479,00
 Operaio specializzato   
IV°Impiegato d’ordine1.180,001.240,001.275,00
 Operaio qualificato   
Impiegatoesecutivo1.080,001.120,001.150,00
 Operaio comune   
Oper. 1Operatore Venditore. 11.199,001.259,001.304,00
Oper. 2Operatore Venditore 21.057,001.097,001.132,00

 

Le Organizzazioni stipulanti hanno inteso valorizzare ulteriormente la contrattazione di secondo livello e hanno  confermato la posizione di assoluta strategia rivestita dagli enti bilaterali, E.N.M.O.A., E.N.B.O.A., E.R.B.O.A., F.O.R.M.O.A., costituendo anche  un nuovo Fondo per le sole prestazioni sanitarie integrative.
Le Parti ricordano che questo CCNL è rivolto esclusivamente alle aziende associate al Gruppo imprenditoriale CNAI e sottolineano che tutte le disposizioni presenti nel CCNL sono correlate ed inscindibili tra loro, pertanto non è ammessa la loro parziale applicazione.
L’inscindibilità delle norme costituenti l’impianto contrattuale, e la corretta applicazione del CCNL di categoria comporta l’obbligo a carico delle imprese di dare attuazione a tutti gli istituti contrattuali, gli Enti Bilaterale Nazionali o Regionali, la Formazione Continua, l’Assistenza Sanitaria e la Previdenza Complementare.

 

CNAI : FIRMATO IL CONTRATTO PER IL SETTORE TURISMO FINO A 14 DIPENDENTI

Firmato, il 4/3/2014, tra CNAI, UCICT FISMIC-Confsal e FILCOM-Fismic, il rinnovo del CCNL per dipendenti delle aziende esercenti attività nel settore del “TURISMO” aventi alle proprie dipendenze fino a 14 dipendenti.

L’accordo decorre, sia per la parte normativa che economica, fino al 28/2/2017.

Questi gli aumenti retributivi e i nuovi minimi tabellari.

LivelliAumento all’1/3/2014Aumento all’1/3/2015Indennità sostitutiva 2° livello dall’1/3/2016
100,0098,0051,00
II°80,3095,0447,00
III°123,05101,2041,00
IV°179,55117,9035,00
163,5989,1129,00

 

LivelliQualifichePaga base conglobata all’1/3/2014Paga base conglobata all’1/3/2015Paga base conglobata all’1/3/2016
Impiegato con funz. direttive1.674,821.772,821.823,82
II°Impiegato di Concetto S1.513,621.608,661.655,56
III°Impiegato di concetto 1.365,511.466,711.507,71
 Operaio specializzato   
IV°Impiegato d’ordine1.288,101.406,001.441,00
 Operaio qualificato   
Impiegato esecutivo1.194,131.283,241.312,24
 Operaio comune   

 

Le Parti ricordano che questo CCNL è rivolto esclusivamente alle aziende associate al Gruppo imprenditoriale CNAI e sottolineano che tutte le disposizioni presenti nel CCNL sono correlate ed inscindibili tra loro, pertanto non è ammessa la loro parziale applicazione.
L’inscindibilità delle norme costituenti l’impianto contrattuale, e la corretta applicazione del CCNL di categoria comporta l’obbligo a carico delle imprese di dare attuazione a tutti gli istituti contrattuali, gli Enti Bilaterale Nazionali o Regionali, la Formazione Continua, l’Assistenza Sanitaria e la Previdenza Complementare.

“Jobs Act”, DDL di Delega al Governo

Arriva in Senato il Disegno di Legge “Delega al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino dei rapporti di lavoro e di sostegno alla maternità ed alla conciliazione”, secondo atto del “Jobs Act”.

In tema di ammortizzatori sociali, il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del DDL, su proposta del Ministro del lavoro, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, uno o più decreti legislativi finalizzati al riordino della normativa, con lo scopo di assicurare, in caso di disoccupazione involontaria, tutele uniformi e legate alla storia contributiva dei lavoratori, di razionalizzare la normativa in materia di integrazione salariale e di favorire il coinvolgimento attivo di quanti siano espulsi dal mercato del lavoro ovvero siano beneficiari di ammortizzatori sociali, semplificando le procedure amministrative e riducendo gli oneri non salariali del lavoro.

Su proposta del Ministro del lavoro, di concerto, per i profili di rispettiva competenza, con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, il Governo è, inoltre, delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del DDL, uno o più decreti legislativi finalizzati al riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e le politiche attive, al fine di garantire la fruizione dei servizi essenziali in materia di politica attiva del lavoro su tutto il territorio nazionale, nonché di assicurare l’esercizio unitario delle relative funzioni amministrative.

La delega al Governo per la semplificazione delle procedure di costituzione e gestione dei rapporti di lavoro mira a ridurre gli adempimenti a carico di cittadini e imprese, attraverso: l’abrogazione di norme, con l’obiettivo di dimezzare il numero di atti di gestione, del rapporto di lavoro, di carattere amministrativo; l’eliminazione e la semplificazione delle norme interessate da rilevanti contrasti interpretativi, giurisprudenziali o amministrativi; l’unificazione delle comunicazioni alle pubbliche amministrazioni per i medesimi eventi, quali in particolare gli infortuni sul lavoro, e obbligo delle stesse amministrazioni di trasmetterle alle altre amministrazioni competenti; il rafforzamento del sistema di trasmissione delle comunicazioni in via telematica e abolizione della tenuta di documenti cartacei; la revisione del regime delle sanzioni, che tengano conto della eventuale natura formale della violazione e favoriscano la immediata eliminazione degli effetti della condotta illecita, nonché valorizzazione degli istituti di tipo premiale.

Al fine di rafforzare le opportunità di ingresso nel mondo del lavoro da parte di coloro che sono in cerca di occupazione, il Governo è delegato ad adottare, su proposta del Ministro del lavoro, entro il termine di sei mesi dalla data di entrata in vigore del DDL, uno o più decreti legislativi recanti misure per il riordino e la semplificazione delle tipologie contrattuali esistenti, nel rispetto dei principi e dei criteri direttivi che tengono altresì conto degli obiettivi indicati dagli orientamenti annuali dell’Unione europea in materia di occupabilità.

Con riferimento al sostegno alla genitorialità, il Governo è delegato ad adottare, entro il termine di sei mesi dalla data di entrata in vigore del DDL, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro del lavoro, di concerto, per i profili di rispettiva competenza, con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, uno o più decreti legislativi recanti misure per la revisione e l’aggiornamento delle misure volte a tutelare la maternità e le forme di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, mediante: la ricognizione delle categorie di lavoratrici beneficiarie dell’indennità di maternità, nella prospettiva di estendere, eventualmente anche in modo graduale, tale prestazione a tutte le categorie di donne lavoratrici; la garanzia, per le lavoratrici madri parasubordinate, del diritto alla prestazione assistenziale anche in caso di mancato versamento dei contributi da parte del datore di lavoro; l’introduzione del tax credit, quale incentivo al lavoro femminile, per le donne lavoratrici, anche autonome, con figli minori e che si trovino al di sotto di una determinata soglia di reddito complessivo della donna lavoratrice, e armonizzazione del regime delle detrazioni per il coniuge a carico; l’incentivazione di accordi collettivi volti a favorire la flessibilità dell’orario lavorativo e dell’impiego di premi di produttività.

Flussi d’ingresso dei lavoratori non comunitari per lavoro stagionale 2014

In corso di pubblicazione il DPCM 12 marzo 2014, concernente la programmazione transitoria dei flussi d’ingresso dei lavoratori non comunitari per lavoro stagionale ed altre categorie nel territorio dello Stato per l’anno 2014.

 

 

Il DPCM 12 marzo 2014 – che prevede una quota massima di ingressi di 15.000 cittadini stranieri residenti all’estero, da ripartire tra le regioni e le province autonome – stabilisce che sia ammesso l’ingresso di lavoratori subordinati stagionali non comunitari di Albania, Algeria, Bosnia- Herzegovina, Egitto, Repubblica delle Filippine, Gambia, Ghana, Giappone, India, Kosovo, Repubblica ex Jugoslava di Macedonia, Marocco, Mauritius, Moldavia, Montenegro, Niger, Nigeria, Pakistan, Senegal, Serbia, Sri Lanka, Ucraina, Tunisia.
Inoltre, nell’ambito della quota di 15.000 unità, è riservata una quota di 3.000 unità per i lavoratori non comunitari, che abbiano fatto ingresso in Italia per prestare lavoro subordinato stagionale per almeno due anni consecutivi e per i quali il datore di lavoro presenti richiesta di nulla osta pluriennale per lavoro subordinato stagionale.
La predetta quota di 15.000 unità sarà ripartita a cura del Ministero del lavoro sulla base del fabbisogno scaturito dalle consultazioni effettuate a livello locale con le Regioni, parti sociali e organizzazioni sindacali.

Ancora, a titolo di anticipazione della quota di ingresso dei lavoratori non comunitari per motivi di lavoro non stagionale per l’anno 2014, sono ammessi in Italia, in via di programmazione transitoria e per motivi di lavoro subordinato non stagionale, 2.000 cittadini dei Paesi non comunitari partecipanti all’Esposizione Universale di Milano del 2015.
E’ confermata, infine, la possibilità di presentazione di domande a favore di lavoratori appartenenti a nazionalità non comprese nell’elenco sopra indicato che siano già entrati in Italia per lavoro stagionale negli anni precedenti.

Con circolare congiunta del 3 aprile 2014, il Ministero dell’Interno e quello del lavoro forniscono istruzioni operative per l’applicazione del citatao decreto.
Le domande di nulla osta per il lavoro stagionale (mod. C – stag) possono essere presentate, come già avvenuto negli anni precedenti, esclusivamente con modalità telematiche. Le procedure riguardanti la registrazione dell’utente, l’invio delle domande e la verifica dello stato di avanzamento della pratica sono identiche a quelle da tempo in uso e rinvenibili sul sito internet del Ministero dell’interno.
L’invio delle domande sarà possibile dalle ore 8.00 del giorno successivo alla pubblicazione del decreto e sino alle ore 24.00 del 31 dicembre 2014.
A partire dalle ore 9.00 del 4 aprile sarà disponibile l’applicativo per la compilazione dei moduli di domanda da trasmettere nei tempi sopraindicati.

Anche in questa occasione, le associazioni di categoria di cui all’art. 38 del D.P.R. n. 394/99, firmatarie dei protocolli stipulati con i Ministeri dell’interno e del lavoro, potranno inviare le istanze per conto dei datori di lavoro che aderiscono alle rispettive associazioni. Il protocollo è aperto all’adesione di altre associazioni interessate.

IGIENE AMBIENTALE: ACCORDO 24/3/2014 SULL’ASSISTENZA SANITARIA INTEGRATIVA

Firmato, il 24/3/2014, tra FEDERAMBIENTE E ASSOAMBIENTE, con l’assistenza di FISE, e FP-CGIL, FIT-CISL e UILTRASPORTI, l’accordo che regola il differimento delle scadenze previste dai rispettivi CCNL e dai successivi accordi, relative al versamento dei contributi ordinari e straordinari in materia di assistenza sanitaria integrativa (Fondo Fasda).

Premesso che per le parti stipulanti il CCNL FEDERAMBIENTE e il CCNL ASSOAMBIENTE, hanno individuato in FASDA il Fondo di Assistenza Sanitaria per i Dipendenti dei Servizi Ambientali, costituito con atto notarile il 28/2/2014, con la firma dell’ultimo accordo del 24/3/2014, hanno fissato le nuove regole da seguire per quanto riguarda il versamento sia del contributo straordinario una tantum (2,00 euro) sia del contributo ordinario annuale (170,00 euro).

Contributo straordinario
A integrale sostituzione di quanto previsto dal comma 6 del Protocollo di intesa 28/10/2013 nonché dagli artt. 68, comma 7, e 65, lettera B), comma 7 rispettivamente del CCNL Assoambiente e del CCNL Federambiente, le imprese che applicano detti contratti, a copertura delle spese di avviamento del Fondo FASDA, sono tenute a versare l’importo straordinario una tantum di 2,00 euro per ogni lavoratore con rapporto di lavoro a tempo indeterminato pieno o parziale, non in prova, compreso il personale apprendista, che risulti alle dipendenze dell’azienda alla data dell’1/4/2014.
Il predetto versamento dovrà essere effettuato entro l’8/5/2014 sul conto corrente bancario intestato al Fondo FASDA, con la specifica causale indicata, i cui estremi saranno resi noti dal Fondo entro il 15/4/2014.

Contributo ordinario
Il contributo ordinario annuale è pari a 170,00 euro, suddiviso in quattro quote trimestrale pari a 42,50 euro per ogni lavoratore dipendente come individuato dal precedente punto, ed è versato alle date del

– 16 gennaio,
– 16 aprile,
– 16 luglio,
– 16 ottobre

di ogni anno, con riguardo ai lavoratori dipendenti in forza alla fine dei singoli mesi di ogni trimestre immediatamente precedente quello nel quale è dovuto il contributo stesso.
L’inizio del versamento del contributo ordinario, già previsto a partire dall’1/4/2014, è differito alla data che sarà in seguito comunicata dal Fondo, ma che non avverrà comunque oltre la scadenza della rata del 16/7/2014.
L’inizio dell’erogazione delle prestazioni sanitarie integrative, già previsto a partire dall’1/4/2014, è correlativamente differito e avverrà secondo la decorrenza, i criteri e le modalità che saranno resi noti dal Fondo stesso.

FIRMATO L’ACCORDO SULLE CODE CONTRATTUALI DEL CCNL ESERCIZI CINEMATOGRAFICI

Firmato, il 26/3/2014, tra l’ANEC, l’ANEM e la SLC-CGIL, FISTEL-CISL e la UILCOM-UIL, l’accordo che chiude il percorso di analisi e confronto tra le parti, per il completamento normativo del vigente CCNL per i dipendenti degli esercizi cinematografici e cinema-teatrali.

Classificazione del personale (art. 2 del CCNL)
La Commissione Tecnica istruita per la chiusura del CCNL vigente, ha ridisegnato la struttura della classificazione del personale dipendente dalle monosale e multisale cinematografiche, riscrivendo il testo dell’art. 2 del CCNL, mentre ha rimandato alla prossima fase del rinnovo contrattuale ogni ulteriore approfondimento in merito alla classificazione del personale dipendente da Multiplex e Megaplex di cui all’art. 3 del vigente CCNL.
Pertanto, i lavoratori degli Esercizi Cinematografici Tradizionali, in forza alla data di stipula del presente accordo, verranno inquadrati in un sistema articolato in sette livelli professionali / parametrali in cui scompaiono, rispetto a quello precedente, i livelli 3 Super e 4 Super, secondo la tabella di raffronto sotto riportata:

Vecchia classificazioneNuova classificazione
Livello 1Livello 1
Livello 2Livello 2
Livello 3Livello 3
Livello 3 SuperLivello 3
Livello 4Livello 4
Livello 4 SuperLivello 4
Livello 5Livello 5
Livello 5 SuperLivello 5 Super
QuadroQuadro

L’eventuale differenza di retribuzione (3 Super – 4 Super) come da scala parametrale in vigore, verrà corrisposta a titolo di superminimo non assorbibile.
La nuova classificazione del personale dalle monosale e multisale cinematografiche di cui all’art. 2 del CCNL, è la seguente:

Livello 1
Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono attività semplici che non comportano specifiche conoscenze o pratica di lavoro.

Livello 2
Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono compiti di natura operativa, comprese le operazioni di vendita e ausiliarie alla vendita, e i lavoratori che svolgono attività esecutive semplici di natura tecnica e amministrativa, per le quali sono necessarie generiche conoscenze e capacità pratiche.

Livello 3 (3 Super)
Appartengono a questo livello i lavoratori che, oltre ai compiti di cui al livello 2, svolgono compiti di natura operativa, comprese le operazioni di vendita e ausiliarie alla vendita, e i lavoratori che svolgono attività esecutive semplici di natura tecnica e amministrativa, per le quali sono necessarie specifiche conoscenze e capacità pratiche.

Livello 4 (4 Super)
Appartengono a questo livello i lavoratori che, oltre ai compiti di cui al livello 3, svolgono compiti di natura tecnica e amministrativa per i quali sono necessarie conoscenze e competenze specialistiche qualificate, cui possono essere affidati compiti di supervisione di singole attività, in condizioni di autonomia operativa.

Livello 5
Appartengono a questo livello i lavoratori che, oltre ai compiti di cui al livello 4, svolgono compiti di natura direttiva, caratterizzata da iniziativa ed autonomia operativa, cui sono affidate funzioni di direzione relativamente alla gestione, organizzazione e controllo di un settore organizzativo, anche tecnico, dell’unità aziendale.

Livello 5 Super
Appartengono a questo livello i lavoratori che, oltre ai compiti di cui al livello 5, svolgono compiti di natura direttiva, con funzioni direttive di minore responsabilità rispetto al livello quadro e che forniscono un importante contributo per l’attuazione degli obiettivi aziendali.
A tali lavoratori sono affidati, in condizioni di autonomia decisionale ed operativa, la gestione, il coordinamento ed il controllo di un’unità aziendale.

Livello Quadro
Appartengono a questo livello i lavoratori con funzioni direttive che, per l’alto livello di responsabilità gestionale ed organizzativa, contribuiscono alla definizione degli obiettivi dell’azienda e svolgono un ruolo di rilevante importanza per l’attuazione degli obiettivi stessi.
A tali lavoratori sono inoltre affidati, in condizioni di autonomia decisionale e con ampi poteri discrezionali, il coordinamento ed il controllo di diverse unità aziendali.
Al personale inquadrato nei livelli della presente scala, con esclusione del livello 1, è attribuita la qualifica impiegatizia.
Le parti si danno atto che, la classificazione esposta all’art. 2, vuole essere un forte segnale di avvicinamento sulla strada della classificazione unica e della completa fusione con la classificazione relativa ai multiplex e megaplex espressa all’art. 3.

Lavoro a tempo determinato (art. 12 del CCNL)
E’ stata approvata con effetto immediato, la nuova normativa sui contratti di lavoro a tempo determinato, adeguando il nuovo testo contrattuale dell’art. 12 alle ultime disposizioni legislative in materia.
Pertanto, nel settore degli esercizi cinematografici, la stipulazione di contratti di lavoro a tempo determinato, oltre che nei casi consentiti dalla legge è consentita anche nei seguenti casi:
a) esecuzione di un’opera o di un servizio definito e predeterminato nel tempo;
b) periodi di più intensa affluenza del pubblico, sulla base delle previsioni di andamento del mercato cinematografico;
c) aumento temporaneo dell’attività aziendale indotto da particolari esigenze;
d) ragioni di stagionalità, ivi comprese le attività previste nell’elenco allegato al DPR 1525/1963 e successive modificazioni;
e) sostituzione di lavoratori assenti;
f) temporanea utilizzazione di professionalità non presenti in azienda;
g) fabbisogni connessi a temporanee esigenze amministrative e/o tecniche;
h) necessità non programmabili connesse alla manutenzione straordinaria nonché al mantenimento e/o al ripristino della funzionalità e sicurezza degli impianti.
Ai fini dell’attuazione della previsione di legge, per fase di avvio di nuova attività si intende un periodo di tempo fino a 12 mesi per l’avvio di una nuova unità produttiva.

Lavoro intermittente per gli operatori di call center

Il semplice utilizzo dello strumento telefonico non consente l’equiparazione del personale addetto alle attività di call center in bound e/o out bound agli “addetti ai centralini telefonici privati” (R.D. n. 2657/1923), pertanto, non è possibile utilizzare il lavoro intermittente per il medesimo personale.

Come noto, le ipotesi per cui è ammessa la stipulazione di contratti di lavoro intermittente, in assenza del requisiti soggettivi ovvero oggettivi, sono individuate dalla legge, la quale contempla le prestazioni svolte dagli “addetti ai centralini telefonici privati”. Tuttavia, ai fini della stipulazione del lavoro intermittente, gli operatori di call center non sembrano equiparabili a dette figure.
Mentre, infatti, l’attività degli “addetti ai centralini telefonici privati” ha una sua specifica connotazione, in quanto consiste esclusivamente nello smistamento delle telefonate, la prestazione svolta dagli operatori di call center è una prestazione più articolata in quanto si inserisce normalmente nell’ambito di un servizio o di una attività promozionale o di vendita da parte dell’impresa.
Resta, tuttavia, ferma la possibilità di instaurare un rapporto di lavoro di natura intermittente anche per le attività di call center in bound e/o out bound nell’ipotesi in cui il lavoratore sia in possesso dei requisiti anagrafici previsti o qualora ciò sia previsto dalla contrattazione collettiva.