EDILIZIA: FORNITI CHIARIMENTI SUL FONDO NAZIONALE ANZIANITÀ PROFESSIONALE EDILE

 

 

Siglato, il 23/1/2015, tra ANCE – AICPL e FENEAL UIL – FILCA CISL – FILLEA CGIL, l’accordo in merito all’attivazione della contribuzione al FNAPE per l’industria e la cooperazione del settore edile.

Come previsto dal Verbale di accordo 1/7/2014, a decorrere dall’1/10/2014, è istituito il Fondo nazionale anzianità professionale edile (FNAPE).
Viene, ora, ribadito che, con riferimento alla necessità che le riserve APE debbano essere utilizzate dal territorio esclusivamente ai fini Ape, sono demandate ai territori le modalità di utilizzo delle riserve ape disponibili per colmare le eventuali differenze negative tra il contributo attualmente versato e quello nuovo stabilito, al fine di non aumentare la pressione contributiva.
Le parti, in particolare, precisano che:
1) ai fini dell’erogazione della prestazione di maggio 2016 da parte del FNAPE, le Casse Edili costituite dalle Associazioni territoriali aderenti a quelle stipulanti il CCNL per l’industria e la cooperazione edile, sono tenute, dal mese di ottobre 2014, a versare al FNAPE la contribuzione APE secondo quanto previsto dall’accordo dell’1/7/2014;
2) fermo restando l’obbligo di utilizzo delle riserve ape, esclusivamente come stabilito al primo alinea del comma 6 dell’art. 29 del CCNL industria 1/7/2014 e dell’art. 78 del CCNL cooperative 1/7/2014, le modalità operative di tale utilizzo saranno definite dalle parti territoriali tramite apposito accordo;
3) le riserve relative ad altri istituti potranno essere utilizzate ai fini ape secondo le modalità operative che saranno definite dalle parti territoriali tramite apposito accordo;
4) in attesa della costituzione del FNAPE, le Casse Edili dovranno accantonare i versamenti in un apposito conto per il successivo trasferimento delle relative somme;
5) eventuali controversie sulla materia dovranno essere segnalate dalle parti territoriali alle parti nazionali che adotteranno le necessarie soluzioni.

FONDI PREVEDI: CALCOLO DEL CONTRIBUTO CONTRATTUALE

 

 

Firmate, il 13/1/2015, tra ANCE, ACI-PL, ANAEPA-CONFARTIGIANATO, CNA-COSTRUZIONI, FIAE-CASARTIGIANI, CLAAI e FENEAL-UIL, FILCA-CISL, FILLEA-CGIL, alcune indicazioni sulle modalità di calcolo del contributo contrattuale ai Fondi Prevedi e Cooperlavoro

Facendo seguito a quanto previsto nel rinnovo del CCNL Edili Industria e CCNL Edili Cooperative dell’1/7/2014 e nel rinnovo del CCNL Edili Artigianato del 24/1/2014 come modificato dal successivo Accordo del 16/10/2014, e nel conseguente Accordo attuativo del 18/11/2014, le Parti sottoscritte concordano che il contributo contrattuale ai Fondi Prevedi e Cooperlavoro, ivi previsto e decorrente dall’1/1/2015, si calcola, per i lavoratori operai, secondo le modalità stabilite dal CCNL per la determinazione dei valori orari dei minimi di paga base, dividendo il contributo medesimo per 173 e maggiorando l’importo del 18,5%.
L’ammontare così ottenuto verrà moltiplicato per le ore di lavoro ordinarie effettivamente prestate.
Il contributo contrattuale non avrà incidenza sugli istituti retributivi previsti dai vigenti contratti collettivi, ivi compreso il trattamento di fine rapporto.
Resta inteso che, per i lavoratori impiegati dei contratti collettivi citati, il contributo contrattuale è versato per quattordici mensilità. Per gli stessi e per gli operai a cui è applicato il CCNL “Cooperative” il cui periodo di paga è mensile, le frazioni di mese uguali o superiori a quindici giorni devono essere computate come mese intero.
L’eventuale slittamento da parte delle imprese del pagamento afferente il mese di gennaio a causa di problematiche tecniche correlate all’adeguamento dei programmi paga non costituisce mancato adempimento contrattuale ai fini della regolarità contributiva.
Al fine di rendere le necessarie indicazioni operative, le parti sociali sottoscritte, danno mandato alla CNC di produrre tempestivamente un Vademecum applicativo.

Nuova contribuzione al FASI per i Dirigenti Confservizi

La Confservizi nell’ambito degli incontri con Federmanager, per il rinnovo del CCNL 22/12/2009 per Dirigenti delle Imprese dei servizi di pubblica utilità, scaduto il 31/12/2013 e ancora vigente, ha comunicato le nuove quote contributive da versare all’Assistenza sanitaria integrativa – FASI, per l’anno 2015.

Le regole comunicate da seguire per la contribuzione al FASI, sono le stesse indicate nel recente rinnovo del CCNL per i Dirigenti di dirigenti di aziende produttrici di beni e servizi firmato da Confindustria e Federmanager il 30 dicembre 2014.
Pertanto, così come trasmessa dalla Confservizi (Asstra – Federambiente – Federutility), si propone la tabella dei contributi da versare dall’1/1/2015, ricordando che dalla stessa data, il Fondo non rimborserà l’IVA sulle prestazioni sanitarie applicate:

Importi annuali in euro
Impresa per Dirigente in servizio (art. F) 1.872,00
Impresa per solidarietà (art. G)1.272,00
Dirigente in servizio (art. H)960,00
Pensionato post 88 (art. H) 1.152,00
Pensionato ante 88 (art. H) 1.044,00

CCNL LEGNO INDUSTRIA: firmato l’accordo sui codici di comportamento contro molestie sessuali e mobbing

Firmato il 4/2/2015, tra la FEDERLEGNOARREDO e la FENEAL-UIL, la FILCA-CISL e la FILLEA-CGIL, l’accordo riguardante i Codici di Comportamento da adottare nella lotta contro le molestie sessuali e il mobbing, così come previsto dal CCNL 1/4/2013-31/3/2016.

 

L’accordo in oggetto, che diventa un allegato al CCNL 11/9/2013, per i dipendenti delle Aziende operanti nei settori Legno, Sughero, Mobile ed Arredamento e Boschivi e Forestali, trova il suo fondamento nell’art. 34 del CCNL stesso laddove si legge che al fine di tutelare la dignità personale dei lavoratori, le Parti decidono la costituzione di una commissione paritetica con il compito di elaborare i codici di condotta.
Nel nuovo accordo, le Parti danno la definizione sia delle “molestie sessuali” sia del “mobbing”, indicando i comportamenti che rientrano nelle suddette tipologie di fatto.
Al fine della risoluzione delle situazione che dovessero crearsi, le figure di riferimento sono:

a) la Consigliera Provinciale per le Pari Opportunità;
b) il responsabile delle risorse umane o chi, nell’ambito aziendale, viene a ciò delegato.

La lavoratrice/lavoratore che ritenga essere vittima di molestie sessuali o mobbing, può scegliere fra diverse procedure di denuncia e di eventuale composizione della conseguente situazione e/o controversia:

– procedura informale e riservata;
– il ricorso all’arbitrato;
– denuncia formale.

Nell’accordo sono indicate non solo le regole da seguire per l’attuazione delle suddette procedure quando i fatti negativi si sono già verificati, ma anche le attività di prevenzione e sensibilizzazione da attuare a livello territoriale e aziendale nei programmi di formazione del personale delle aziende stesse.

CCNL EDILIZIA CONFAPI: versamento del contributo contrattuale al fondo di previdenza complementare FONDAPI

6 feb 2015 Trasmesse da Fondapi – Fondo Nazionale Pensione complementare per i lavoratori delle piccole e medie imprese – per tutte le aziende che applicano il CCNL settore Edile ed Affini, le istruzioni operative per gli adempimenti relativi al “contributo contrattuale”, previsto dall’art. 90 del CCNL come rinnovato dal verbale del 12/11/2014.

 

Come previsto dal verbale di accordo 12/11/2014 che ha rinnovato l’art. 90 del CCNL per gli addetti delle piccole e medie industrie edili ed affini, firmato da Aniem-Confapi e Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil, viene istituito a partire dall’1/1/2015, a carico del datore di lavoro un contributo mensile di euro 8,00 (riparametrati su base 100) da versare al Fondo Fondapi.
Per i lavoratori iscritti al Fondapi alla data dell’1/1/2015, tale contributo è aggiuntivo rispetto a quanto previsto per l’iscrizione ordinaria. Per i lavoratori che alla stessa data non risultino iscritti al Fondapi, il suddetto contributo comporta l’adesione contrattuale degli stessi al Fondo medesimo, senza alcun ulteriore obbligo a loro carico.
Gli importi riparametrati del contributo di adesione contrattuale da versare al Fondo di previdenza complementare sono i seguenti:

LivelliImporti mensili
716,00
614,40
512,00
411,20
310,40
29,36
18,00

Pertanto, alla luce della nuova norma contrattuale, Fondapi ha trasmesso le seguenti indicazioni:

– Per i lavoratori già associati a Fondapi alla data del 1° gennaio 2015, tale contributo si somma alle fonti contributive ordinarie (1,10% a carico azienda, 1,10% a carico lavoratore e/o TFR maturando) ed è dovuto dal datore di lavoro per tutto il periodo di applicazione del CCNL anche nel caso in cui il lavoratore sospenda il contributo dell’1,10% a proprio carico e quindi quello dell’1,10% a carico del datore di lavoro oppure trasferisca la propria posizione individuale ad altra forma pensionistica complementare oppure effettui la liquidazione totale della posizione individuale, per uscita dal CCNL sopra richiamato, e poi torni ad essere soggetto a tale Contratto.

– Per i lavoratori non ancora associati a Fondapi alla data del 1° gennaio 2015, il versamento del contributo contrattuale, dovuto ai sensi del CCNL sopra richiamato, determina l’iscrizione degli stessi al Fondo Pensione (adesione contrattuale), senza ulteriori obblighi contributivi finché gli interessati non decidano, eventualmente, di attivare la contribuzione a proprio carico dell’1,10% e quindi quella dell’1,10% a carico del datore di lavoro.

Operativa la piattaforma per l’asseverazione della regolarità contributiva

On line dal 2 febbraio la piattaforma Asse.Co. attraverso la quale i consulenti potranno “asseverare” la regolarità contributiva e retributiva delle imprese nella gestione dei rapporti di lavoro, semplificando gli adempimenti e promuovendo al tempo stesso la cultura della legalità.

In particolare, il Consulente del lavoro che vuole assumere il ruolo di “CdL Asseveratore” deve registrarsi ed accedere alla piattaforma http://asseco.consulentidellavoro.it per svolgere il corso di formazione on line, articolato in 3 moduli. Nel corso ed al termine di ciascun modulo sono proposte domande per la valutazione dell’esatta comprensione di procedure e funzioni dell’asseverazione. La risposta esatta alle domande proposte consentirà la prosecuzione nell’iter del modulo formativo.
Una volta concluso positivamente il percorso di formazione bisognerà caricare il certificato di partecipazione sulla piattaforma http://asseco.consulentidellavoro.it ed attendere che l’utenza sia abilitata come CdL Asseveratore da un operatore.
Accedendo alla piattaforma, la prima attività da porre in essere sarà la propria profilazione personale inserendo tutti i dati richiesti. Successivamente, il CdL Asseveratore potrà inserire le aziende che intende portare in asseverazione.

La piattaforma in parola sarà rilasciata dal Consiglio Nazionale dell’Ordine, su istanza volontaria del datore di lavoro, sulla base di due dichiarazioni di responsabilità: una del datore di lavoro sulla non commissione di illeciti nell’anno precedente l’istanza (lavoro minorile, tempi di lavoro, sicurezza sul lavoro, lavoro nero); l’altra del Consulente del Lavoro sulla sussistenza dei requisiti per il rilascio del Durc e sul rispetto della contrattazione collettiva. L’elenco delle aziende che otterranno l’asseverazione sarà pubblicato sul sito del Ministero del lavoro e del Consiglio Nazione dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro.

Lavoratori italiani all’estero: retribuzioni convenzionali per l’anno 2015

Si forniscono indicazioni operative in merito alle retribuzioni convenzionali per i lavoratori italiani all’estero in Paesi non legati all’Italia da convenzioni in materia di sicurezza sociale, per l’anno 2015.

In particolare, le disposizioni delle Legge n. 398/1987 recante norme in materia di tutela dei lavoratori italiani operanti nei Paesi extra-comunitari e di rivalutazione delle pensioni erogate dai fondi speciali gestiti dall’INPS, si applicano non solo ai lavoratori italiani ma anche ai lavoratori cittadini degli altri Stati membri dell’UE e ai lavoratori extracomunitari, titolari di un regolare titolo di soggiorno e di un contratto di lavoro in Italia, inviati dal proprio datore di lavoro in un Paese extracomunitario.
Le retribuzioni convenzionali trovano applicazione, in via residuale, anche nei confronti dei lavoratori operanti in Paesi convenzionati limitatamente alle assicurazioni non contemplate dagli accordi di sicurezza sociale.
Per i lavoratori per i quali sono previste fasce di retribuzione, la retribuzione convenzionale imponibile è determinata sulla base del raffronto con la fascia di retribuzione nazionale corrispondente, laddove per “retribuzione nazionale” deve intendersi il trattamento previsto per il lavoratore dal contratto collettivo, comprensivo degli emolumenti riconosciuti per accordo tra le parti”, con esclusione dell’indennità estero.
L’importo così calcolato deve poi essere diviso per dodici e, raffrontando il risultato del calcolo con le tabelle del settore corrispondente, deve essere individuata la fascia retributiva da prendere a riferimento ai fini degli adempimenti contributivi.
I valori convenzionali individuati possono essere ragguagliati a giornata solo in caso di assunzione, risoluzione del rapporto, trasferimento nel corso del mese; in tal caso, l’imponibile mensile deve essere diviso per 26 giornate e, successivamente, si moltiplica il valore ottenuto per il numero dei giorni, domeniche escluse, comprese nella frazione di mese interessata.

La retribuzione individuata secondo i criteri suddetti, può subire delle variazioni nei seguenti casi:
– passaggio da una qualifica all’altra nel corso del mese;
– mutamento nel corso del mese del trattamento economico individuale da contratto collettivo, nell’ambito della qualifica di “quadro”, “dirigente” e “giornalista”, o per passaggio di qualifica.
In questi due casi deve essere attribuita, con la stessa decorrenza della nuova qualifica o della variazione del trattamento economico individuale, la retribuzione convenzionale corrispondente al mutamento intervenuto.
Un terzo caso è quello in cui maturino nel corso dell’anno compensi variabili (es. lavoro straordinario, premi ecc). Poiché questi ultimi non sono stati inclusi all’inizio dell’anno nel calcolo dell’importo della retribuzione globale annuale da prendere a base ai fini dell’individuazione della fascia di retribuzione applicabile (come avviene, invece, per gli emolumenti ultramensili), occorrerà provvedere a rideterminare l’importo della stessa comprensivo delle predette voci retributive e di ridividere il valore così ottenuto per dodici mensilità.

Le aziende che per il mese di gennaio 2015 hanno operato in difformità dalle istruzioni indicate nella circolare Inps in commento, possono regolarizzare tali periodi, senza aggravio di oneri aggiuntivi, entro il 16 aprile 2015.

I nuovi minimi retributivi per il “Lavoro Domestico”

 

 

Siglato il giorno 2/2/2015 presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, tra FIDALDO, DOMINA, FEDERCOLF e FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL e UILTUCS, l’accordo che ha indicato i nuovi minimi retributivi derivanti dalla variazione del costo della vita, ai sensi dell’art. 37 CCNL “Lavoro Domestico”.

La Commissione Nazionale ha aggiornato, con decorrenza 1/1/2015, le tabelle A, B, C, D, E, F e G, comprensive dei valori convenzionali di vitto e alloggio sulla base degli aumenti contrattuali e dei dati ISTAT rilevati a novembre 2014 (0,2%), secondo quanto previsto dal CCNL del Lavoro Domestico ed in considerazione dei chiarimenti a verbale allegati allo stesso.
 

TABELLA MINIMI RETRIBUTIVI FISSATI DALLA COMMISSIONE NAZIONALE – DECORRENZA 1/1/2015

 

TABELLA A – Lavoratori conviventi

LivelliValori mensiliIndennità
A620,25 
AS733,03 
B789,41 
BS845,80 
C902,20 
CS958,58 
D1.127,73166,76
DS1.184,12166,76

 

TABELLA B – Lavoratori di cui art. 15 – 2° co.

LivelliValori mensili
B563,87
BS592,06
C654,07

TABELLA C – Lavoratori non conviventi

LivelliValori orari
A4,51
AS5,32
B5,64
BS5,98
C6,31
CS6,64
D7,67
DS8,00

TABELLA D – Assistenza notturna (valori mensili)

LivelliAutosufficientiNon autosufficienti
BS972,67 
CS 1.102,36
DS 1.361,76

 

TABELLA E – Presenza notturna

LivelliValori mensili
Liv. unico651,27

 

TABELLA F

Indennità Valori giornalieri
Pranzo e/o colazione1,90
Cena1,90
Alloggio1,64
Totale vitto e alloggio5,44

TABELLA G – Assistenza a persone non autosufficienti, con prestazioni limitate alla copertura dei giorni di riposo dei lavoratori titolari

LivelliValori orari
CS7,15
DS8,62

No all’accesso dei Ced alle gare d’appalto per servizi di consulenza del lavoro

Il Consiglio di Stato vieta l’accesso ai Centri di elaborazione dati (Ced) nelle gare d’appalto per l’affidamento di servizi di elaborazione buste paga, gestione dei documenti e degli adempimenti connessi, nonché consulenza in tema di amministrazione del personale. Tali attività, dotate di carattere unitario ed inscindibile, devono essere infatti rimesse esclusivamente ai Consulenti del lavoro o alle società tra professionisti in forza delle riserva contenuta nella L. n. 12/79.

La controversia nasce dalla gara di appalto indetta con bando secondo il quale potevano partecipare alla procedura:
– i consulenti del lavoro;
– gli iscritti agli albi degli avvocati e dei dottori commercialisti, dei ragionieri e periti commerciali (ai quali è estesa la riserva di attività in favore dei consulenti del lavoro);
– le società di professionisti.
Il bando stabiliva altresì che, nel caso di società (diverse dalle società di professionisti), esse dovessero avere alle proprie dipendenze almeno un soggetto in possesso dei requisiti previsti dalla L. n. 12/79. Pertanto, la lex specialis ammetteva (sia pure a determinate condizioni) la partecipazione alla gara da parte delle società commerciali diverse dalle società di professionisti di cui alla L. 183 del 2011.
In particolare, gli appellanti ritenevano che l’oggetto principale dell’appalto fosse quello di semplici “operazioni di calcolo e stampa” dei cedolini paga (attività, ai sensi dell’art. 1, co. 5, L. n. 12/1979, legittimamente svolta da centri di elaborazione dati, a condizione di essere assistiti da uno o più dei professionisti iscritti agli albi). Ad avviso del Collegio, però, l’eccezione non può essere condivisa, dovendosi – piuttosto – ritenere che fra le attività che costituivano oggetto dell’appalto rientrassero (sia pure in modo non esclusivo) taluni servizi il cui espletamento risulta allo stato riservato agli iscritti a particolari professioni, vale a dire:
– l’adeguamento delle buste paga a seguito di eventuali variazioni retributive e normative (il quale presuppone un’attività di contestualizzazione normativa cui sono sottese valutazioni di carattere tecnico-giuridico non espletabili in via automatica);
– l’assolvimento degli adempimenti presso gli enti pubblici territorialmente competenti coinvolti nella gestione dei rapporti di lavoro (es.: istituti previdenziali, assicurativi, Direzione Territoriale del Lavoro, Agenzia delle entrate etc.), mediante redazione, consegna, accesso presso gli uffici o invio telematico della documentazione dovuta all’ente pubblico competente da parte del Fornitore. Anche in questo caso, quindi, si tratta di attività di carattere complesso e articolato, che non si esauriscono e nel mero compimento di operazioni materiali di calcolo, ma ricadono nella generale – e residuale – categoria degli “adempimenti in materia di lavoro, previdenza ed assistenza sociale, per i quali opera la riserva dell’iscrizione agli albi professionali di cui all’art. 1 della L. n. 12 del 1979;
– l’attività di consulenza per l’amministrazione del personale con particolare riguardo a quelle da fornire “in occasione di eventuali accertamenti ispettivi, garantendo la presenza di un consulente competente presso la Fondazione entro 24 ore dall’inoltro della richiesta” e “in occasione di vertenze di lavoro”.
E’ evidente dunque che, in tutte le ipotesi di cui sopra, l’attività richiesta all’aggiudicatario non si limitasse al solo svolgimento delle operazioni di mero calcolo e stampa dei cedolini. Al contrario, lo svolgimento delle attività in parola presupponeva lo svolgimento di attività di carattere intellettuale implicanti il possesso di specifiche cognizioni lavoristico-previdenziali (attività per il cui svolgimento opera la più volte richiamata riserva dell’iscrizione agli albi professionali).

EDILIZIA:”CONTRIBUTO CONTRATTUALE” AL FONDO PREVEDI

 

Nel mese di gennaio 2015, in base a quanto stabilito dall’ANCE, ACI – PRODUZIONE E LAVORO, ANAEPA CONFARTIGIANATO, CNA COSTRUZIONI, FIAE CASARTIGIANI, CLAAI, e FENEAL-UIL, FILCA-CISL, FILLEA-CGIL, le aziende edili devono ottemperare al versamento del “contributo contrattuale” al Fondo Prevedi e Cooperlavoro, a carico del datore di lavoro.

 

Il contributo mensile è pari a € 8,00 su base 100, a decorrere dall’1/1/2015, riparametrato secondo le successive tabelle per i vari settori dell’Edilizia:

Artigianato

 

LivelloParametroImporto
11008,00
21159,20
313010,40
413911,12
513012,00
611514,40
710016,40

Industria

LivelloParametroImporto
11008,00
21179,36
313010,40
414011,20
515012,00
618014,40
720016,00

Cooperative

LivelloParametroImporto
11008,00
21149,12
312710,16
4136,510,92
515312,24
618014,40
721016,80
825020,00

Per i lavoratori già associati al Fondo PREVEDI o COOPERLAVORO alla data del 31/12/2014, il contributo contrattuale di cui agli accordi sopra richiamati versato ai suddetti Fondi si somma alle altre fonti contributive già previste dalle rispettive Fonti Istitutive e viene destinato al comparto di investimento già scelto da ciascun lavoratore associato.
Per i lavoratori non già associati al Fondo PREVEDI o COOPERLAVORO alla data del 31/12/2014, il versamento del contributo contrattuale sopra citato determina l’iscrizione ai suddetti Fondi ed è destinato al comparto di investimento scelto dagli Organi di Amministrazione degli stessi in base alle caratteristiche anagrafiche e alle esigenze previdenziali dei lavoratori interessati; ciascun lavoratore rimane libero di destinare ai Fondi suddetti versamenti contributivi ulteriori rispetto al contributo contrattuale sopra citato secondo le modalità e le regole già previste dalle Fonti istitutive dei due Fondi, ivi compresa l’attivazione della fonte contributiva ordinaria a carico del datore di lavoro.
Si ricorda che, il contributo contrattuale ai Fondi PREVEDI e COOPERLAVORO non è revocabile né sospendile, ed è dovuto per tutto il periodo in cui il lavoratore interessato è soggetto ai sopra richiamati CCNL di riferimento per i due Fondi pensione. Inoltre, il contributo contrattuale maturando non è portabile ad altre forme pensionistiche complementari diverse dai Fondi Prevedi e Cooperlavoro.
La posizione individuale maturata presso i Fondi PREVEDI o COOPERLAVORO, comprensiva del contributo contrattuale maturato e già versato presso gli stessi, può essere trasferita ad altra forma pensionistica complementare decorsi almeno due anni dall’iscrizione a Prevedi o a Cooperlavoro, ai sensi delle disposizioni normative vigenti.

ogni azienda dichiara e versa le contribuzioni dovute al Fondo Prevedi o Cooperlavoro secondo le modalità, le scadenze e le regole contrattuali, organizzative e operative vigenti presso i due Fondi pensione, a cui pertanto si rinvia integralmente; per il Fondo Prevedi si fa riferimento al protocollo di standard tecnici, organizzativi e qualitativi delle operazioni affidate alle Casse Edili di cui all’Accordo del 15/1/2003 e successive modifiche e integrazioni.
La contribuzione dovuta al FONDO PREVEDI rientra tra gli elementi rilevanti ai fini della verifica della regolarità della denuncia contributiva mensile secondo le regole generali in essere presso il sistema della casse edili.