CIPL Alberghi e Campeggi Isola D’Elba: firmato accordo di rinnovo



Siglato il 5/3/2019, tra le Associazione Albergatori Isola D’elba, la FAITA Toscana, Associazione Gestori Campeggi Isola d’Elba, l’associazione Del Commercio Turismo e Servizi Dell’isola D’Elba Confcommercio, la Confesercenti Provinciale di Livorno per conto di ASSHOTEL e di ASSOCAMPING e la FILCAMS-CGIL, la UILTUCS UIL, la FISASCAT-CISL, il contratto integrativo per i dipendenti del settore alberghi e campeggi dell’Isola d’Elba.


Il presente accordo integrativo territoriale si applica a tutte le Aziende Alberghiere e Complessi Turistico Ricettivi dell’Aria Aperta, campeggi e villaggi turistici, aderenti alla Associazione Albergatori Isola d’Elba e alla FAITA Isola d’Elba, alla Confcommercio e a Confesercenti.
Il presente Contratto Integrativo decorre dalla data odierna di sottoscrizione ed ha durata triennale.


Premio di Risultato


Il Premio annuo è riconosciuto al raggiungimento dei seguenti risultati:



















Tasso di Occupazione delle Camere Hotel

Livello

Euro (Importi Lordi)

Dal 25 al 30% A, B 340,00
Dal 25 al 30% 1, 2, 3 290,00
Dal 25 al 30% 4, 5 260,00
Dal 25 al 30% 6S, 6, 7 220,00


Si prende atto che per l’anno 2017 le presenze ammontano a 1.478.106 mentre i posti letto ammontano a 15.865. Il tasso di occupazione è pari a 25,40%.
Nel caso in cui il tasso di occupazione delle camere dovesse aumentare oltre i livelli di cui in tabella gli importi della tabella di cui sopra saranno così rideterminati:












Tasso di Occupazione delle Camere Hotel

Aumento rispetto ai parametri precedenti

Oltre il 30 fino a 34% + 10%
Oltre il 34 fino a 38% + 15%
Oltre il 38 + 20%


Il Premio sarà corrisposto ai dipendenti in forza nel mese di agosto.
Il Premio compete sia ai lavoratori tempo determinato che indeterminato.
Il premio non sarà corrisposto per le aziende che si trovano in particolari difficoltà economico produttiva. Eventuali situazioni di comprovata difficoltà verranno singolarmente valutate in sede di Commissione Paritetica.


Regolamento della Commissione Paritetica


Viene confermata la quota di servizio per il funzionamento della Commissione Paritetica a favore delle OO.SS. firmatarie del presente accordo nella misura di:
– € 2,50 da trattenersi a tutti i lavoratori dipendenti delle aziende associate salvo il caso in cui il lavoratore dichiari per iscritto di non voler corrispondere tale quota. Copia della dichiarazione dovrà essere inviata alla OO.SS. dal datore di lavoro;
– € 1,50 a carico della parte datoriale.
Tali quote dovranno essere versate dal datore di lavoro, mensilmente, sul conto corrente bancario che sarà indicato dalle OO.SS. firmatarie del presente accordo. La Commissione paritetica per tramite i datori di lavoro, dovrà portare a conoscenza di tutti i dipendenti interessati il contenuto del presente accordo e mettere a disposizione dei lavoratori le tabelle paga alle scadenze previste.
Si concorda nell’esclusione del pagamento delle quote di servizio previste per i dipendenti iscritti alla OO.SS. mentre le quote di servizio da parte dei datori di lavoro saranno comunque dovute. Suddette quote saranno utilizzate per fornire ai lavoratori tutte le indicazioni e l’assistenza relativa ai contratti ed alle leggi che, di volta in volta, si renderanno necessari.

Sanzioni in materia di lavoro, precisazioni sulla recidiva


Si forniscono precisazioni in merito all’applicazione della “recidiva” relativamente alle maggiorazioni delle sanzioni in materia di lavoro introdotte dalla legge di bilancio 2019.


Dal 1° gennaio 2019, le sanzioni per le violazioni materia di lavoro “nero”, orario di lavoro, distacco e somministrazione, sono aumentate del 20 per cento mentre quelle in materia di sicurezza, del 10 per cento. Tali maggiorazioni sono raddoppiate laddove, nei tre anni precedenti, il datore di lavoro sia stato destinatario di sanzioni amministrative o penali per i medesimi illeciti.
Al riguardo, l’Ispettorato nazionale del lavoro ha precisato che, la norma individuato gli illeciti rilevanti ai fini della recidiva in quelli commessi dal “trasgressore” persona fisica che agisce per conto della persona giuridica, generalmente coincidente con il legale rappresentante dell’impresa o persona delegata all’esercizio di tali poteri. Ne consegue che, non si potrà configurare la recidiva laddove le sanzioni, pur riferibili indirettamente alla medesima persona giuridica, siano commesse da trasgressori diversi; allo stesso modo, non potrà tenersi conto di violazioni commesse dalla stessa persona fisica che abbia agito per conto di persone giuridiche diverse.
Quanto agli illeciti relativi al TU sulla sicurezza, la recidiva trova applicazione solo qualora la persona fisica che ha commesso l’illecito rivesta e abbia rivestito la qualifica di “datore di lavoro”.
Dunque, ai fini della recidiva rilevano gli illeciti divenuti definitivi, ossia ordinanza ingiunzione non impugnata o sentenza definitiva, nei 3 anni precedenti rispetto alla commissione del nuovo illecito. L’arco triennale di riferimento deve essere inteso sia quale periodo in cui l’illecito è stato commesso sia quale periodo in cui lo stesso è stato definitivamente accertato nei termini previsti. Ciò in quanto, in caso contrario, assumerebbero rilevanza condotte eccessivamente risalenti nel tempo, e ciò sia in contrasto con principi generali di ragionevolezza, di certezza del diritto e di rilevanza temporale delle condotte antigiuridiche, sia con la specifica ratio della norma in commento che mira a colpire in modo più grave la reiterazione di comportamenti antigiuridici realizzati in un determinato arco temporale.
Ai fini della verifica della sussistenza dei presupposti per l’applicazione della recidiva anche da parte degli organi di vigilanza, nelle more della informatizzazione dei processi di competenza dell’ufficio legale e del contenzioso delle ITL, è necessario addivenire a specifiche intese a livello locale, volte a definire modalità e tempistiche per il riscontro di eventuali richieste di verifica che, allo stato, non potrà che essere effettuata sulla base delle informazioni effettivamente disponibili presso i singoli Uffici interpellati.


 

Certificazione Unica 2019 online


La Certificazione Unica ( CU) 2019 relativa ai redditi percepiti nel 2018 è disponibile per chi ha INPS come sostituto di imposta.


Il modello di Certificazione Unica è il documento con cui l’INPS certifica ai soggetti titolari delle prestazioni pensionistiche, previdenziali, assistenziali e a sostegno del reddito gli emolumenti corrisposti nell’anno d’imposta di riferimento.
La Certificazione Unica può essere richiesta da tutti i cittadini che hanno percepito dall’INPS redditi di lavoro dipendente e assimilati, redditi di pensione, redditi di lavoro autonomo, redditi di provvigioni e redditi di altra natura. La Certificazione Unica è disponibile entro il 31 marzo di ogni anno per i redditi dell’anno precedente.
Per i redditi percepiti nel 2018, l’Inps comunica che la Certificazione Unica ( CU) 2019 è disponibile per chi ha l’Istituto come sostituto di imposta.
Per ottenere il modello CU, necessario per la presentazione della dichiarazione dei redditi, occorre accedere con le proprie credenziali (SPID o codice fiscale e PIN o CNS) al servizio online dedicato. Il servizio consente di visualizzare, scaricare e stampare il modello della CU 2019. I pensionati possono utilizzare anche il servizio Cedolino della pensione. Le certificazioni relative agli anni precedenti possono essere consultate e scaricate, invece, tramite il servizio Fascicolo Previdenziale del cittadino.
È possibile ottenere la Certificazione Unica anche tramite posta elettronica certificata (PEC) con la richiesta che va trasmessa all’indirizzo richiestacertificazioneunica@postacert.inps.gov.it completa di copia del documento di identità del richiedente. La Certificazione Unica sarà inviata alla casella PEC utilizzata per la richiesta.

Carta per la sostenibilità e la competitività delle imprese nell’economia circolare

Firmata, dalle maggiori Associazioni datoriali, la “Carta per la sostenibilità e la competitività delle imprese nell’economia circolare”.


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La carta per l’economia circolare è un primo impegno condiviso per lo sviluppo e la competitività delle imprese italiane, con il cui documento le Associazioni datoriali diventano capofila di un progetto Paese.
Lo scopo dell’accordo è quello di favorire un cambio di approccio da parte di tutti gli stakeholders e il coinvolgimento del sistema economico nel suo complesso, per affrontare le nuove sfide ambientali e cogliere le opportunità offerte dalla digitalizzazione dei processi produttivi e di consumo.
Il documento individua 10 linee di intervento e punti programmatici che affrontano aspetti di carattere normativo, economico e tecnologico, dall’abbattimento delle barriere burocratiche, alla necessità di favorire investimenti in ricerca e innovazione, fino ad arrivare ad una capacità impiantistica virtuosa.
Le imprese sono pronte ad affrontare le nuove sfide ambientali e a cogliere le opportunità offerte dalla digitalizzazione dei processi produttivi e di consumo, secondo un modello di economia circolare, consapevoli che ciò richiederà un cambio di approccio da parte di tutti gli stakeholders e il coinvolgimento del sistema economico nel suo complesso.
E’ per questo motivo che le organizzazioni imprenditoriali hanno ritenuto opportuno convergere su alcune linee di intervento e punti programmatici su cui intraprendere un confronto fattivo con i diversi interlocutori istituzionali, che si sviluppi attraverso un percorso di impegni concreti.


Cooperative operanti in zone svantaggiate: incostituzionale l’irripetibilità dei contributi versati


L’art. 32, co. 7-ter, del D.L. 69/2013, nell’offrire l’interpretazione autentica dell’art. 9, co. 5, della L. 67/1988, ha riconosciuto il pagamento dei contributi previdenziali e assicurativi in misura ridotta anche a favore delle cooperative e dei consorzi che non operano in zone svantaggiate e di montagna, “in misura proporzionale alla quantità di prodotto coltivato o allevato dai propri soci, anche avvalendosi di contratti agrari di natura associativa (…), in zone di montagna o svantaggiate e successivamente conferito alla cooperativa”. La medesima norma, tuttavia, nella parte in cui esclude la “ripetizione di eventuali versamenti contributivi effettuati” prima del 21 agosto 2013, è incostituzionale sotto il profilo della violazione del principio di eguaglianza e del canone di ragionevolezza.


La vicenda giudiziaria nasce dalla questione di legittimità costituzionale sollevata da un Tribunale di prime cure chiamato a decidere in merito ad un ricorso proposto da una società agricola cooperativa a scopo mutualistico, che dapprima si era vista riconoscere il rimborso dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi pagati dal 1996 al 2005 “in riferimento alla lavorazione dei prodotti conferiti” dai soci della società ricorrente e provenienti da territori montani e da aree svantaggiate e poi negare il beneficio medesimo perchè i prodotti, benché conferiti direttamente dai soci della cooperativa, provenivano “da soggetti terzi, in virtù di contratti di tipo associativo con il socio della cooperativa, ma estranei al rapporto societario”.
Al riguardo, l’art. 32, co. 7-ter, del D.L. n. 69/2013, nell’offrire l’interpretazione autentica dell’art. 9, co. 5, della L. n. 67/1988, ha riconosciuto il pagamento dei contributi previdenziali e assicurativi in misura ridotta anche a favore delle cooperative e dei consorzi che non operano in zone svantaggiate e di montagna, “in misura proporzionale alla quantità di prodotto coltivato o allevato dai propri soci, anche avvalendosi di contratti agrari di natura associativa (…), in zone di montagna o svantaggiate e successivamente conferito alla cooperativa”. La medesima norma, tuttavia, ha escluso la “ripetizione di eventuali versamenti contributivi effettuati” prima del 21 agosto 2013 (data di entrata in vigore del decreto). Così, la parte ricorrente nel giudizio principale ha chiesto la restituzione dei contributi e premi, asseriti come indebitamente versati all’Inps e all’Inail in misura superiore al dovuto.
Il giudice a quo, in punto di non manifesta infondatezza della questione, muove dalla premessa che la disposizione censurata abbia natura interpretativa, e conseguentemente retroattiva, alla luce del significato letterale e della finalità di appianare un reale contrasto sulla corretta interpretazione della disciplina.
L’Inps e l’Inail, costituite in giudizio, evidenziano, dal canto loro, che non è precluso al Legislatore, nell’ambito di una legge interpretativa, far salvi con valenza generale i versamenti contributivi effettuati prima dell’entrata in vigore della legge, in modo da non mettere a repentaglio “il bilancio dello Stato”.
Per la Consulta la questione di legittimità è fondata. Secondo la norma in questione, infatti, ai fini del godimento dello sgravio, è ininfluente che le cooperative e i consorzi non operino in zone agricole svantaggiate o di montagna e che i soci, riguardo al prodotto successivamente conferito, abbiano stipulato contratti agrari di natura associativa. Quel che rileva è la provenienza del prodotto, secondo una scelta coerente con la finalità di promozione che il Legislatore discrezionalmente si prefigge nel valutare mutevoli situazioni di svantaggio di particolari territori. Il Legislatore, dunque, ristabilisce l’originario orientamento, accreditato dalla prima prassi amministrativa, circa il carattere interpretativo della disposizione censurata, avvalorato non soltanto dalla espressa qualificazione che la legge racchiude, ma soprattutto dalle finalità che la disciplina si propone. La legge interpretativa, che incide inequivocabilmente sui rapporti pendenti, applica anche alle fattispecie pregresse il significato normativo che il Legislatore sceglie di enucleare tra le plausibili varianti di senso di una determinata previsione. Tuttavia, nel caso di specie, il Legislatore sancisce un limite alla efficacia retroattiva della norma di interpretazione autentica, disponendo l’irripetibilità dei versamenti contributivi effettuati nella misura ordinaria prima dell’entrata in vigore della disciplina interpretativa (21 agosto 2013). Ma tale limitazione, che non può essere superata con una interpretazione adeguatrice, contrasta con l’art. 3 della Costituzione, sotto il profilo della violazione del principio di eguaglianza e del canone di ragionevolezza.

Firmato accordo sui contratti a termine estivi per gli Albergatori e Pubblici Esercenti di Bolzano


Siglato l’1/3/2019, tra l’Unione Albergatori e Pubblici Esercenti della Provincia Autonoma di Bolzano e l’ASGB, la CGIL-AGB – FILCAMS – LHFD, la SGBCISL – FISASCAT, la UILTuCS, l’accordo territoriale delle Aziende del Settore Turismo e Pubblici Esercizi sui contratti a tempo determinato estivi, con decorrenza dall’1/3/2019 al 31/10/2020

Al fine della integrazione delle conoscenze teoriche fornite dal sistema scolastico con esperienze pratiche acquisite direttamente sul posto di lavoro durante il periodo giugno – ottobre le aziende aderenti all’Associazione degli Albergatori della Provincia di Bolzano potranno stipulare con studenti/scolari, che hanno compiuto i 16 anni e frequentano una delle seguente scuole/università, contratti a termine estivi della durata non inferiore a 6 settimane e non superiore a 14 settimane di effettivo lavoro.
a) scuole alberghiere;
b) istituti professionali superiori corrispondenti;
c) università con corsi di studi corrispondenti;
d) altre scuole non corrispondenti (contratto estivo solamente per il reparto sala/bar).
Durante il contratto a termine il giovane percepirà la seguente retribuzione mensile:
– 55% per chi ha frequentato il primo anno di scuola;
– 65% per chi ha frequentato il secondo anno di scuola;
– 75% per chi ha frequentato gli anni successivi;
– 85% per chi frequenta corsi di studi universitari.
Dette percentuali vanno calcolate sulle retribuzioni aziendali contrattuali previste per il IV livello di inserimento dei dipendenti maggiorenni qualificati. Hanno diritto anche del godimento di vitto e alloggio.
Le Aziende con l’applicazione del presente accordo si impegnano al rispetto delle norme vigenti legislative e contrattuali in materia di orario di lavoro.
Le parti contraenti dichiarano la nullità dell’accordo per quanto riguarda gli aspetti retributivi nel caso in cui venissero accertate violazioni contrattuali dagli organi preposti o dalla magistratura, per i lavoratori sotto 18 anni che superano l’orario di lavoro di 40 ore settimanali, fermo restando la possibilità di conguagliare nell’arco della stagione – nei limiti della legge – le eventuali ore di lavoro oltre l’orario contrattuale con riposi compensativi per i lavoratori oltre 18 anni.

Minori stranieri non accompagnati: percorsi per l’inserimento socio-lavorativo


Con il bando per il “Progetto Percorsi” l’Anpal si pone l’obiettivo di realizzare percorsi integrati di inserimento socio-lavorativo di minori stranieri non accompagnati e vicini all’età adulta e di giovani migranti fino a 23 anni che abbiano fatto ingresso in Italia come minori non accompagnati.


Tali percorsi si basano sullo strumento della dote individuale, con la quale, insieme ad una dotazione monetaria, viene garantita l’erogazione di una serie di servizi di supporto alla valorizzazione e allo sviluppo delle competenze, all’inserimento socio-lavorativo e all’accompagnamento verso l’autonomia (formazione on the job, tirocinio), attraverso la costruzione di piani di intervento personalizzati.
Destinatari dell’intervento sono: minori stranieri non accompagnati in fase di transizione verso l’età adulta, che al momento dell’avvio del tirocinio abbiano compiuto il sedicesimo anno d’età e che siano in condizione d’inoccupazione o disoccupazione; giovani migranti, entrati come minori non accompagnati, che non abbiano compiuto 23 anni d’età alla data di avvio del tirocinio, in condizione d’inoccupazione o disoccupazione.
Beneficiari del progetto sono soggetti pubblici e privati autorizzati allo svolgimento di attività di intermediazione, iscritti nell’Albo informatico delle agenzie per il lavoro ovvero accreditati ai servizi per il lavoro a livello regionale, purché qualificati dalle normative regionali quali enti promotori di tirocini extracurriculari.
I destinatari saranno inseriti in percorsi integrati di inserimento socio-lavorativo di durata complessivamente non superiore a 8 mesi, che prevedano un periodo di tirocinio di durata pari a 5 mesi. Ciascun percorso ha alla base una “dote individuale”, del valore massimo di € 5.000,00, per la quale è previsto il riconoscimento di: un contributo al beneficiario/soggetto proponente pari a € 2.000,00 per lo svolgimento di attività per favorire l’inserimento socio-lavorativo del destinatario; una indennità di frequenza al destinatario pari a € 2.500,00 (€ 500,00 al mese) per la partecipazione al tirocinio previsto nel percorso di integrazione socio-lavorativa; un contributo al soggetto ospitante il tirocinio pari a € 500,00 per lo svolgimento dell’attività di tutoraggio e affiancamento durante l’esperienza di tirocinio.


Domande di contributo entro il 31 marzo al Fondo artigiani metalmeccanici FVG c/o EBIART


 


Scade il 31 marzo 2019 la possibilità di presentare al Fondo Integrativo Artigiani Metalmeccanici Friuli Venezia Giulia, istituito c/o l’Ebiart, le domande di contributo per la partecipazione dei lavoratori ai corsi di qualificazione e/o aggiornamento professionale, lingue, informatica e materie giuridiche

I contributi per dipendente ed i rimborsi economici a favore dell’impresa (qualora le ore di corso siano state retribuite) sono modulati in base al numero di ore di formazione (minimo 16 ore annue o nel biennio e presenza effettiva al corso per almeno l’80% delle ore previste).
Le richieste vanno presentate al Fondo I. A. Metalmeccanici c/o EBIART (Ente Bilaterale Artigianato del F.V.G) Largo dei Cappuccini 1/c, 33100 Udine utilizzando l’apposito modulo – reperibile presso gli Sportelli EBIART attivi presso le sedi di Confartigianato, Cna, Cgil, Cisl, e Uil – allegando la certificazione o l’attestazione di partecipazione rilasciata dalla struttura organizzatrice del corso con l’evidenziazione delle caratteristiche, del luogo, della durata, dell’orario di svolgimento, delle ore di frequenza effettuate dal lavoratore, la fotocopia delle buste paga del corsista relative al mese in cui si è svolto il corso.

Emilia Romagna Artigianato: Accordo sulla detassazione

Sottoscritto il giorno 1/3/2019 tra le parti sociali dell’Emilia Romagna CNA, CONFARTIGIANATO, CASARTIGIANI, CLAAI e CGIL, CISL, UIL, l’accordo sulla detassazione anno 2019

Le parti sociali dell’Emilia Romagna CNA, CONFARTIGIANATO, CASARTIGIANI, CLAAI e CGIL, CISL, UIL, si sono incontrate per valutare l’applicazione dell’Accordo Detassazione Emilia Romagna siglato il 5/2/2018 anche per l’anno 2019.
Verificato che nel periodo di vigenza l’accordo è stato applicato in 7 aziende, a favore di 109 lavoratori dipendenti, rispettando procedure e requisiti previsti dall’accordo stesso, hanno convenuto di prorogarlo, con l’impegno di incontrarsi nel mese di dicembre di ogni anno per valutarne l’applicazione.

MyANPAL: la nuova area riservata dell’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro


L’Anpal rende nota la disponibilità, a decorrere dal 11 marzo 2019, del servizio MyANPAL, la nuova area riservata dell’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro.


L’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro – istituita dal d.lgs. 150/2015 – coordina le politiche per il lavoro per le persone in cerca di occupazione o di ricollocazione dei disoccupati. L’Agenzia coordina coordina la Rete nazionale dei servizi per il lavoro, che promuove i diritti al lavoro, alla formazione e all’elevazione professionale.
ANPAL è responsabile del sistema informativo per la gestione del mercato del lavoro, dove confluiscono le informazioni su chi cerca lavoro, utili all’inserimento professionale. Il sistema informativo permette anche di monitorare le prestazioni erogate. L’Agenzia gestisce l’albo nazionale dei soggetti accreditati per le politiche attive, il repertorio nazionale degli incentivi all’occupazione e attività e programmi europei per la formazione e l’occupazione.


Nell’ambito di un percorso di innovazione intrapreso dall’Agenzia è giunta online MyANPAL: la nuova area riservata dell’agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro. Cittadine e cittadini e operatrici e operatori, a partire dal 11 marzo, hanno a disposizione una porta unica di accesso ai servizi digitali di ANPAL.
Per accedere all’area riservata, basta usare le proprie credenziali d’accesso. La nuova sezione della piattaforma offre un kit di nuove funzionalità progettate con l’obiettivo di facilitare la gestione delle attività quotidiane delle persone.
Entrando in MyANPAL si accede a una scrivania digitale che consente di:
– Accedere ai servizi ANPAL
– Visualizzare comunicazioni di servizio sempre aggiornate
– Consultare le domande frequenti (Faq) e i manuali dedicati al supporto.
MyANPAL è stata progettata secondo una logica che pone al centro le persone, coinvolgendole già in fase di sviluppo.