Rinnovato il CCNL per la Pesca Marittima

Rinnovato il CCNL per gli addetti imbarcati su natanti esercenti la pesca marittima che interessa circa 20.000 addetti.

L’incremento salariale pattuito è pari al 6,1%, sul quadriennio, distribuito in tre tranche: 3,1% dal 1.4.2019, 2% dal 1.1.2020, 1% dal 1.1.2021.
Viene introdotto il Fondo Sanitario integrativo dedicato esclusivamente ai lavoratori della pesca, denominato F.I.S. Pesca, che sarà operativo a partire dal 1 giugno 2019 e per il quale le aziende verseranno un contributo di 10 euro mensili per ciascun addetto.
Vengono inoltre rafforzate le tutele previdenziali con l’incremento del valore convenzionale ai fini Inps.
In materia di welfare, in un’ottica di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, l’accordo introduce un permesso retribuito per 15 giorni a titolo di congedo matrimoniale.
Altro punto importante e’ la previsione di una apposita certificazione del lavoro svolto in orario notturno ai fini del riconoscimento di questa attività come attività usurante per le prestazioni previdenziali.


Disciplina del Reddito di cittadinanza: istruzioni Inps


L’Inps fornisce chiarimenti sulla Disciplina del Reddito di cittadinanza: richiesta del beneficio; svolgimento di attività lavorativa all’atto della presentazione della domanda; variazioni da comunicare durante il godimento del beneficio; abrogazione del ReI e regime fiscale.


Il decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante “Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni” ha istituito, a decorrere dal mese di aprile 2019, il Reddito di cittadinanza. Il Rdc può essere richiesto, dopo il quinto giorno di ciascun mese, presso il gestore del servizio integrato di cui all’articolo 81, comma 35, lettera b), del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 (Poste Italiane S.p.A.).La richiesta può essere effettuata anche in modalità telematica accedendo con SPID al portale www.redditodicittadinanza.gov.it.
Le richieste di Rdc possono essere presentate anche presso i Centri di assistenza fiscale, previo convenzionamento con l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale. Il modulo di domanda predisposto è allegato alla circolare in commento ed è pubblicato sul sito internet dell’Istituto, www.inps.it.


Il Rdc/Pdc è compatibile con lo svolgimento di attività lavorativa da parte di uno o più componenti il nucleo familiare, fatto salvo il mantenimento dei requisiti previsti.
All’atto di presentazione della domanda il richiedente dovrà dichiarare, nel quadro E della stessa, se uno o più componenti il nucleo familiare abbiano in corso un’attività lavorativa dalla quale derivino redditi da lavoro non rilevati per l’intera annualità nell’ISEE, compilando in tal caso il modello “Rdc/Pdc – Com Ridotto”.
Ad esempio, se la DSU è presentata tra il 1° gennaio e il 31 agosto 2019, deve essere comunicata l’attività lavorativa iniziata dopo il 1° gennaio 2017. Se invece la DSU è presentata dal 1° settembre al 31 dicembre 2019, l’attività da comunicare è solo quella iniziata dopo il 1° gennaio 2018. Solo in tale caso dovrà essere compilato l’apposito modello “Rdc/Pdc – Com Ridotto”, tramite i seguenti canali:
a) se la domanda di Rdc/Pdc è presentata presso i CAF ovvero telematicamente sul portale www.redditodicittadinanza.gov.it con SPID, il modello “Rdc/PdC – Com Ridotto” può essere compilato contestualmente alla domanda;
b) se la domanda di Rdc/Pdc è presentata presso Poste Italiane, il modello “Rdc/Pdc Com Ridotto” dovrà essere compilato e trasmesso entro 30 giorni dalla presentazione della domanda presso il CAF.
La mancata compilazione di tale modello, nei casi previsti, comporta l’impossibilità per l’INPS di procedere alla definizione della domanda.
Si precisa che non devono essere comunicati i redditi derivanti da attività socialmente utili, tirocini, servizio civile, nonché da contratto di prestazione occasionale e libretto di famiglia.
Nel caso, invece, di svolgimento di un’attività d’impresa o di lavoro autonomo, sia in forma individuale che di partecipazione, da parte di uno o più componenti il nucleo familiare, il reddito da comunicare è individuato secondo il principio di cassa, come differenza tra i ricavi e i compensi percepiti e le spese sostenute nell’esercizio dell’attività relativi al trimestre solare precedente a quello in corso all’atto della domanda.


Ai fini del riconoscimento del beneficio, l’INPS verifica, entro cinque giorni lavorativi successivi alla trasmissione della domanda all’Istituto, il possesso dei requisiti per l’accesso al Rdc, sulla base delle informazioni disponibili nei propri archivi e in quelli delle amministrazioni collegate. In ogni caso, il riconoscimento da parte dell’Istituto avviene entro la fine del mese successivo alla trasmissione all’INPS della domanda.


Il beneficio economico è erogato attraverso la Carta Rdc.
Oltre che al soddisfacimento delle esigenze previste per la carta acquisti, quali beni di prima necessità, medicinali e alcune utenze domestiche, la Carta Rdc permette di effettuare prelievi di contante, entro un limite mensile non superiore a 100 euro per singolo individuo, moltiplicato per la scala di equivalenza determinata in base alla composizione del nucleo familiare. Con la Carta Rdc è possibile effettuare anche un bonifico mensile per il pagamento dell’affitto, nell’ipotesi in cui l’importo del beneficio economico sia comprensivo della componente ad integrazione del reddito dei nuclei familiari residenti in abitazioni in locazione.
Parimenti, è possibile effettuare il bonifico per il pagamento della rata del mutuo, nel caso in cui la predetta integrazione sia concessa ai nuclei familiari residenti in abitazioni di proprietà per il cui acquisto o la cui costruzione sia stato contratto un mutuo da parte di uno dei componenti il medesimo nucleo familiare.
Le movimentazioni sulla Carta Rdc sono messe a disposizione delle piattaforme informatiche “SIUSS” e “SIUPL” per il tramite del Ministero dell’Economia e delle finanze in quanto soggetto emittente.
Il Rdc decorre dal mese successivo a quello della richiesta ed è riconosciuto per tutto il periodo nel quale il nucleo beneficiario si trova nelle condizioni previste all’articolo 2 del decreto-legge istitutivo del Rdc e, comunque, per un periodo continuativo non superiore a diciotto mesi.
Il Rdc può essere rinnovato, per la medesima durata di 18 mesi, previa sospensione dell’erogazione del medesimo, per un periodo di un mese, prima di ciascun rinnovo. Tale sospensione non opera nel caso della Pdc.
In caso di interruzione dalla fruizione del beneficio: se l’interruzione della fruizione del beneficio dipende da ragioni diverse dall’applicazione di sanzioni, di cui all’articolo 7 del decreto in esame, il beneficio può essere richiesto nuovamente per una durata complessiva non superiore al periodo residuo non goduto; se l’interruzione è motivata dal maggior reddito derivante dalla modifica della condizione occupazionale e sia decorso almeno un anno nella nuova condizione, l’eventuale successiva richiesta del beneficio equivale a prima richiesta.


Le variazioni da comunicare durante il godimento del beneficio sono: le variazioni del nucleo, le variazioni patrimoniali, le variazioni dell’attività lavorativa (attività di lavoro dipendente o autonomo). Con riferimento ai redditi derivanti dallo svolgimento della attività lavorativa devono essere comunicati all’INPS entro trenta giorni dall’inizio dell’attività stessa. La comunicazione avviene mediante il modello “Rdc/Pdc – Com Esteso”, che sentito il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, è presentato presso i CAF.


Ai sensi dell’articolo 13 del decreto-legge n. 4/2019, a decorrere dal mese di marzo 2019, il Reddito di inclusione non può essere più richiesto ed a partire dal successivo mese di aprile non è più riconosciuto né rinnovato per una seconda volta. Per coloro ai quali il ReI sia stato riconosciuto in data anteriore al mese di aprile 2019, il beneficio continua ad essere erogato per la durata inizialmente prevista, fatta salva la possibilità di presentare domanda per il Rdc.
L’accoglimento della domanda di Rdc/PdC comporta la decadenza dalla domanda di ReI.
Il beneficio economico del Rdc ha carattere assistenziale, per cui è esente dall’imposta sul reddito delle persone fisiche, ai sensi dell’articolo 34, comma 3, del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 601.

Nuovi modelli di comunicazione INPS


L’Inps ha rilasciato nuovi modelli di comunicazione. Le comunicazioni relative a tutti gli argomenti individuati devono essere trasmesse esclusivamente tramite il canale “Comunicazione Bidirezionale”, attraverso il quale è possibile la comunicazione tra l’Istituto previdenziale e il contribuente o un suo delegato.


In particolare, l’interessato, dopo aver selezionato il modello di comunicazione prescelto, compila i campi predeterminati e allega eventuale documentazione, se previsto. Fino ad oggi, tramite la “Comunicazione Bidirezionale” è stato possibile trasmettere le richieste di incentivo per assunzioni agevolate, le comunicazioni di accentramento contributivo, l’incentivo ASpI nel caso di datori di lavoro e la richiesta di esonero contributivo nel caso di lavoratori autonomi. I nuovi modelli di comunicazione sono i seguenti:
– pagamento effettuato. Con tale modello il contribuente, a seguito del ricevimento di un avviso bonario, comunica all’Istituto l’avvenuto versamento del periodo contributivo richiesto nell’avviso stesso;
– rateazione. Il modello “Pagamento Prima Rata” deve essere utilizzato per l’invio della copia del versamento della prima rata di una rateazione. Infatti il contribuente, dopo aver ricevuto la comunicazione di accoglimento della rateazione con il piano di ammortamento, è tenuto ad inviare entro dieci giorni dalla notifica la copia dell’avvenuto pagamento quale accettazione del piano stesso. Il modello “Estinzione Anticipata” deve essere utilizzato se il contribuente intende anticipare il versamento di un piano di ammortamento rateale già accordato;
– rettifica Dmag. Tale modello deve essere utilizzato nei casi in cui l’azienda abbia necessità di modificare, esclusivamente in diminuzione, il calcolo contributivo ricevuto per un determinato periodo contributivo, a fronte del quale siano stati indicati dati errati con un flusso DMAG trasmesso.
Per tutti i modelli della “Comunicazione Bidirezionale” è disponibile un campo note a testo libero, all’interno del quale il richiedente può comunicare con la Struttura territoriale per fornire chiarimenti o richiedere ulteriori informazioni.
Tramite il medesimo canale la Struttura territoriale può comunicare con il richiedente, al fine di acquisire l’ulteriore documentazione o le informazioni utili al raggiungimento dell’esito dell’istruttoria.
In entrambi i cassetti previdenziali è presente l’opzione di “Domande Telematiche”, che costituisce l’unica modalità di trasmissione delle istanze relative alla richiesta di rateazione, rimborso, compensazione contributiva, riemissione del modello “F24”, regolarizzazione spontanea, sospensione ed esonero contributivo (nel caso di calamità), riduzione delle sanzioni civili.

Iscrizione all’EBM Salute prorogata al 1° aprile per i familiari non fiscalmente a carico

 


E’ stata prorogata al 1 aprile la possibilità di estendere la copertura sanitaria integrativa dell’Ente bilaterale Metalmeccanici, anche al nucleo famigliare non fiscalmente a carico dei dipendenti del settore metalmeccanica piccola industria

Dal 18 febbraio, è prevista la possibilità di estendere la copertura sanitaria integrativa, con il medesimo piano sanitario, come previsto dal regolamento di EBM Salute, anche al proprio nucleo famigliare non fiscalmente a carico.
Sono inclusi:
– il coniuge, compreso il convivente di fatto
– i figli risultanti dallo stato di famiglia.
I premi annui per i familiari, per la copertura dal 1° gennaio al 31 dicembre 2019, sono:
€ 150 per il coniuge o convivente;
€ 150 per ogni figlio.
Le adesioni termineranno il 1 aprile 2019

Accordo Interprovinciale Edilizia Industria Padova-Treviso-Vicenza

Sottoscritto tra ANCE Padova, Treviso, Vicenza e le OO.SS. territoriali, l’accordo per la modifica del Contratto Interprovinciale di Lavoro per le imprese edili del 5/10/2017.

Le Parti Sociali Territoriali hanno sottoscritto il presente accordo per la modifica parziale del Contratto Interprovinciale di Lavoro per i dipendenti delle imprese edili ed affini delle province di Padova, Treviso e Vicenza del 5/10/2017.
In particolare, hanno convenuto quanto segue:


1) Il pagamento della “Prestazione sperimentale di carenza malattia”, di cui all’art. 9 del Contratto Collettivo Territoriale Interprovinciale di Lavoro, che al primo comma dispone:
“In via sperimentale per l’esercizio Cassa Edile 2017 – 2018 è introdotto il pagamento della carenza di un solo evento di malattia di durata non superiore a 6 gg., con erogazione del trattamento da parte dell’impresa in ragione del coefficiente 0,500 rapportato agli elementi di paga utili per il calcolo del trattamento integrativo con le modalità e criteri stabiliti dal vigente CCNL e successivo rimborso/conguaglio da parte della Cassa Edile dell’importo erogato dall’azienda.”
è prorogato per il periodo 1/10/2018-31/3/2019.


2) A decorrere dall’1/2/2019, nell’ipotesi di trasferta in assenza di trasporto aziendale, con utilizzo comandato di mezzo proprio, l’operaio ha diritto, a titolo di rimborso delle spese di viaggio, qualunque sia il mezzo utilizzato, ad un rimborso chilometrico secondo le modalità ed il tarifferio ACI (quindi non più a rimborso di 0,50 € per ogni chilometro di percorso).

Versamento quota di previdenza per la panificazione artigiana veneta



Fino al 31/3/2019 è previsto il versamento della quota mensile alla previdenza complementare, per i dipendenti delle imprese artigiane della Panificazione del Veneto.


Fino al 30/6/2019 il datore di lavoro, è tenuto a versare mensilmente e per un massimo di 12 mensilità nell’anno civile (1 gennaio-31 dicembre) la “quota di adesione contrattuale” ad un Fondo negoziale di previdenza complementare dell’artigianato prescelto dal lavoratore. Dal 1/7/2019 tale versamento decadrà salvo diverse intese tra le parti.
Il versamento delle somme sarà effettuato dal datore di lavoro congiuntamente alle altre quote destinate ad Ebav, utilizzando il mod. B01, sulla base delle regole già previste per le quote Ebav e secondo le specifiche indicazioni operative fomite dall’ente bilaterale.
La scelta (o la mancata scelta) del lavoratore sarà comunicata dal datore di lavoro ad Ebav secondo le modalità stabilite dall’ente bilaterale.
Ebav, una volta acquisite le quote, è tenuto a riversarle al Fondo indicato dal lavoratore presso il quale sarà costituita una posizione individuale.
Il versamento delle somme al Fondo disciplinato dal presente articolo non comporterà l’obbligo del contemporaneo conferimento della quota di TFR.
Per i lavoratori già iscritti al Fondo la quota di adesione contrattuale si sommerà ai versamenti dovuti dal datore di lavoro e derivanti dalla normale contribuzione al Fondo.
Fino al 31/3/2019 la quota mensile da versare alla previdenza complementare sarà:









Gruppo A

Gruppo B

Tutti i livelli Tutti i livelli
€ 8 mensili € 5 mensili

Infortuni sul lavoro, la colpa del lavoratore non esclude l’indennizzo Inail


In caso di infortunio sul lavoro, il comportamento colposo del lavoratore può ridurre oppure esimere la responsabilità dell’imprenditore, escludendo il diritto dell’infortunato al risarcimento del danno nei confronti del medesimo, ma non comporta l’esclusione dell’operatività dell’indennizzo sociale previsto dall’assicurazione gestita dall’Inail, che ha la finalità di proteggere il lavoratore da ogni infortunio sul lavoro, anche da quelli derivanti da colpa


Una Corte d’appello territoriale, confermando la sentenza del Tribunale di prime cure, aveva rigettato il ricorso proposto da un datore di lavoro al fine di ottenere la declaratoria di nullità del provvedimento dell’Inail con il quale, a seguito dell’infortunio occorso a un proprio dipendente, erano stati rideterminati i tassi di premio applicati. La Corte territoriale aveva condiviso la valutazione del primo giudice nel senso di escludere che nella fattispecie potesse configurarsi un rischio elettivo del dipendente tale da interrompere il nesso di causalità tra l’infortunio e lo svolgimento dell’attività lavorativa ed escluderne l’indennizzabilità. In tale occasione era accaduto che il lavoratore, per recarsi presso alcune vasche di decantaggio al fine di ispezionare le valvole ed i rubinetti di chiusura, anziché seguire il percorso usuale, si era introdotto all’interno del cantiere allestito da altra impresa che stava procedendo ad opere di manutenzione straordinaria delle cisterne di raccolta rifiuti, cadendo così in una delle cisterne a causa di un taglio presente nel vascone. La decisione della Corte d’appello era fondata sul rilievo che la condotta dell’infortunato, pur se imprudente, stava eseguendo un compito affidatogli e proprio delle sue mansioni e non stava ponendo in essere un comportamento estraneo alle finalità produttive per soddisfare un suo interesse.
Ricorre così in Cassazione il datore di lavoro, argomentando che il giudice penale lo aveva assolto dal reato di lesioni colpose per l’infortunio in questione e che il lavoratore era entrato in un cantiere di lavoro terzo rispetto alla struttura organizzativa aziendale dell’appaltante, ove era in corso una lavorazione autonoma ed estranea alla produzione industriale di questo, sicché appariva impossibile ascrivere l’infortunio al rischio tipico del datore di lavoro.
Per la Suprema Corte il ricorso non è fondato. Al riguardo, infatti, poi, il concetto di rischio elettivo, che delimita l’ambito della tutela assicurativa, è riferito al comportamento del lavoratore e va inteso come tutto ciò che sia estraneo e non attinente all’attività lavorativa e dovuto ad una scelta arbitraria di questi, nel senso che esso è la conseguenza di un rischio collegato ad un comportamento volontario, volto a soddisfare esigenze meramente personali e, comunque, indipendente dall’attività lavorativa, cioè di rischio generato da un’attività che non abbia rapporto con lo svolgimento dell’attività lavorativa o che esorbiti in modo irrazionale dai limiti di essa. Tuttavia, il comportamento colposo del lavoratore, che può ridurre oppure esimere la responsabilità dell’imprenditore, escludendo il diritto dell’infortunato al risarcimento del danno nei confronti del medesimo, non comporta, di per sé, l’esclusione dell’operatività dell’indennizzo sociale previsto dall’assicurazione gestita dall’Inail, che ha la finalità di proteggere il lavoratore da ogni infortunio sul lavoro, anche da quelli derivanti da colpa, e di garantirgli i mezzi adeguati allo stato di bisogno discendente dalle conseguenze che ne sono derivate.

APE SOCIALE: entro il 31 marzo 2019 la domanda per il riconoscimento dei requisiti


Il DL 28 gennaio 2019, n. 4 ha previsto il posticipo del termine di scadenza del periodo di sperimentazione dell’APE sociale. I soggetti che vogliono usufruire del beneficio possono presentare domanda per il riconoscimento dei requisiti entro il 31 marzo 2019. Una seconda scadenza è individuata nel 15 luglio 2019.


Dal 29 gennaio 2019, data di entrata in vigore del DL 28 gennaio 2019, n. 4, possono presentare domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso al beneficio dell’APE sociale i soggetti che, nel corso dell’anno 2019, maturano tutti i requisiti e le condizioni previste dall’articolo 1, commi da 179 a 186 della legge n. 232/2016, come modificato dalla legge di bilancio 2018.
I modelli di domanda da utilizzare, rispettivamente, per la verifica delle condizioni e per l’accesso al beneficio, sono quelli già in uso nel 2018, reperibili sul sito www.inps.it, nella sezione relativa ai servizi on line. In particolare, il modello di domanda per la verifica delle condizioni di accesso all’APE sociale, dopo la chiusura del 30 novembre scorso, è nuovamente disponibile on line dall’entrata in vigore del decreto-legge (cfr. circolare n. 15/2019 e messaggio n. 402/2019).
L’ultimo periodo dell’articolo 18 del decreto-legge in parola stabilisce che “le disposizioni di cui al secondo e terzo periodo del comma 165, dell’articolo 1 della legge n. 205 del 2017 si applicano anche con riferimento ai soggetti che verranno a trovarsi nelle condizioni indicate nel corso dell’anno 2019”. In virtù di tale richiamo al comma 165, i soggetti interessati, come sopra individuati, potranno presentare domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso all’APE sociale entro i termini di scadenza del 31 marzo 2019, 15 luglio 2019 e, comunque, non oltre il 30 novembre 2019.
Le domande presentate oltre i suddetti termini di scadenza ed entro il 30 novembre 2019 saranno prese in considerazione esclusivamente se all’esito del monitoraggio delle domane presentate entro i termini suindicati, residuano le necessarie risorse finanziarie.
I termini entro i quali l’Istituto deve comunicare ai richiedenti l’esito dell’istruttoria delle domande di verifica sono il 30 giugno 2019, per le domande di verifica delle condizioni presentate entro il 31 marzo 2019; 15 ottobre 2019, per le domande di verifica delle condizioni presentate entro il 15 luglio 2019; 31 dicembre 2019, per le domande di verifica delle condizioni presentate oltre il 15 luglio 2019, ma entro il 30 novembre del medesimo anno.
L’APE sociale, in presenza di tutti i requisiti, decorre dal primo giorno del mese successivo alla domanda di trattamento, previa cessazione dell’attività di lavoro dipendente, autonomo e parasubordinato, svolta in Italia o all’estero.
Indipendentemente dalla data di maturazione dei requisiti e delle condizioni richieste, la decorrenza del trattamento non potrà essere comunque anteriore al 1° febbraio 2019 e dipenderà, oltre che dall’avvenuto perfezionamento dei requisiti richiesti, dalla data di presentazione della domanda di accesso al beneficio.
 

Accordo sullo smart working nel Ministero per i Beni e le Attività Culturali

Firmato l’accordo definitivo sullo smart working nel Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Avviato, per un periodo di un anno, la sperimentazione per l’introduzione della modalità di lavoro agile o smart working nel Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Per “Lavoro agile” o smart working si intende una modalità flessibile di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato, finalizzata ad incrementare la produttività e ad agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro (flessibilità di tempo e di spazio).
La prestazione potrà essere svolta nelle giornate di smart working dalla propria residenza o altra dimora, comunicate all’amministrazione o da altro luogo che sia specificato nell’accordo individuale.
L’articolazione complessiva dell’accordo permette di affrontare la fase sperimentale con i criteri che prefigurano una sua entrata a regime rispetto all’insieme delle attività individuate come lavorabili a distanza.
L’ampliamento delle attività che possono entrare nel lavoro agile è infatti il primo elemento di valutazione positiva dell’accordo unitamente alla eliminazione di alcune clausole che potevano diventare punitive per i lavoratori che fruiscono delle tutele sociali, impropriamente definite nella prima stesura come flessibilità.
Nelle valutazioni delle adesioni, nel caso invece di domande eccedenti la quota prevista, vengono inseriti criteri di preferenza che tengono conto delle particolari situazioni socio-familiari e di salute dei dipendenti.
Il progetto sperimentale di smart working, il cui monitoraggio si svolgerà con cadenza trimestrale, avrà ad oggetto in linea In merito alle modalità di svolgimento della prestatone lavorativa, il personale selezionato per la sperimentazione può svolgere la prestazione lavorativa al di fuori della sede di lavoro una volta alla settimana per un massimo di 5 giorni al mese.
Infine è del tutto evidente che un ruolo fondamentale, sia nella predisposizione dei progetti legati alle attività individuate che nel monitoraggio e nella valutazione degli stessi, lo avranno i Dirigenti degli Uffici ed è, pertanto fondamentale la massima attenzione nella fase di programmazione e nell’applicazione dell’accordo nei luoghi di lavoro, avendo cura che gli Uffici predispongano i progetti e identifichino in modo corretto la platea dei lavoratori, segnalando tempestivamente ogni comportamento improprio e ed eventuali rinunce a priori rispetto alla sua applicazione.

Agricoltura Operai Verona: Tabelle salariali dall’1/4/2019



Si riportano le tabelle salariali per gli operai agricoli della provincia di Verona in vigore dall’1/4/2019 e diffuse dalle parti territoriali


TABELLE SALARIALI
PER GLI OPERAI AGRICOLI DELLA PROVINCIA DI VERONA
IN VIGORE DALL’1/4/2019


 


Operai a tempo indeterminato: retribuzione oraria


 




















































Categoria

Lavoro ordinario

Lavoro straordinario

Lavoro festivo

Lavoro notturno e straordinario festivo

Lavoro festivo notturno

livello 1 (nuovo livello) 11,00 13,75 14,85 15,40 16,50
livello 2 (ex spec. super) 10,44 13,05 14,09 14,62 15,66
livello 3 (ex specializzato) 9,83 12,29 13,27 13,76 14,75
livello 4 (ex qualificato super) 9,36 11,70 12,64 13,10 14,04
livello 5 (ex qualificato) 8,82 11,03 11,91 12,35 13,23
livello 6 (ex comune p. 137) 7,77 9,71 10,49 10,88 11,66
livello 7 (ex comune p. 110) 6,25 7,81 8,44 8,75 9,38


Operai a tempo indeterminato: retribuzione mensile
























Categoria

Retribuzione

livello 1 (nuovo livello) 1.859,64
livello 2 (ex spec. super) 1.764,02
livello 3 (ex specializzato) 1.660,84
livello 4 (ex qualificato super) 1.581,27
livello 5 (ex qualificato) 1.490,83
livello 6 (ex comune p. 137) 1.313,43
livello 7 (ex comune p. 110) 1.056,42


Operai a tempo determinato: retribuzione oraria



























































Categoria

Lavoro ordinario

Lavoro straordinario

Lavoro festivo

Lavoro notturno e straordinario festivo

Lavoro festivo notturno

livello 1 (nuovo livello) 14,35 17,10 18,20 18,75 19,85
livello 2 (ex spec. Super) 13,62 16,23 17,27 17,80 18,84
livello 3 (ex specializzato) 12,82 15,28 16,26 16,75 17,74
livello 4 (ex qualificato super) 12,20 14,54 15,48 15,94 16,88
livello 5 (ex qualificato) 11,51 13,72 14,60 15,04 15,92
livello 6 (ex comune p. 137) 10,14 12,08 12,86 13,25 14,03
livello 7 (ex comune p. 110) 8,15 9,71 10,34 10,65 11,28
livello 8 (ex raccolta) 7,38 8,80 9,36 9,64 10,21


 


Trattamento di fine rapporto operai a tempo determinato



































Categoria

Importo Giornata

Importo Orario

livello 1 (nuovo livello) 6,17 0,95
livello 2 (ex spec. Super) 5,86 0,90
livello 3 (ex specializzato) 5,51 0,85
livello 4 (ex qualificato super) 5,25 0,81
livello 5 (ex qualificato) 4,95 0,76
livello 6 (ex comune p. 137) 4,36 0,67
livello 7 (ex comune p. 110) 3,51 0,54
livello 8 (ex raccolta) 3,17 0,49